ASCOLI PICENO – Entro qualche settimana, l’assessorato provinciale ai Trasporti  sperimenterà il progetto pilota “car poolig”, ossia la condivisione di un mezzo di trasporto privato da parte di più persone che percorrono il medesimo tragitto nei territori ascolano e fermano. Si punta così ad ottimizzare e razionalizzare l’uso del mezzo privato da parte di lavoratori di aziende situate in zone che presentano carenze di collegamenti o con orari e turni di lavoro non compatibili con quelli del servizio di trasporto pubblico locale. D’altra parte questa modalità di utilizzo del mezzo privato ha già riscontrato l’interesse delle imprese e dei lavoratori che frequentemente e in maniera spontanea si aggregano per raggiungere i luoghi di lavoro.

In sostanza la Provincia erogherà un contributo chilometrico a gruppi di dipendenti (costituito da almeno 4 persone) che utilizzano la stessa vettura per recarsi al lavoro. Si tratta della prima iniziativa di questo genere promossa da un Ente pubblico nelle Marche e si inquadra nell’ambito delle numerose attività per la mobilità sostenibile previste nel protocollo d’intesa sottoscritto dal dirigente Servizio Trasporti della Provincia Emidio De Angelis, dai rappresentanti sindacali Giancarlo Collina e Alessandro Pertoldi della Cgil, Antonio Angelini della Cisl, Giovanni Camaioni della Uil e da Corrado Alfonsi a nome dell’Associazione degli industriali di Ascoli Piceno e dell’Unione Industriali del Fermano.

L’obiettivo del “car pooling” – ha dichiarato l’assessore provinciale ai Trasporti Ubaldo Maroni – è di diminuire il numero delle vetture circolanti e di ottenere, nel contempo, vantaggi ambientali notevoli, oltre che un sensibile taglio dei costi individuali di mobilità che vengono ripartiti tra i partecipanti all’iniziativa“. “Si tratta dunque  – ha aggiunto l’assessore provinciale – di un altro tassello importante di quel percorso verso un sistema di mobilità locale sostenibile graduale nel tempo, ma su cui l’Amministrazione guidata dal presidente Rossi è fortemente impegnata”. “In particolare vorrei evidenziare – ha sottolineato Maroni – che il progetto costituisce il frutto di quel meccanismo di concertazione e di partecipazione con cui fino ad ora abbiamo operato insieme alle rappresentanze sindacali, alle associazioni di categoria e alle associazioni dei cittadini”.

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