SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuove idee nel campo della cultura sambenedettese. La volontà è quella dell’Assessore alla Cultura di San Benedetto Margherita Sorge. Medico ospedaliero, la Sorge coniuga l’attività politica e quella medica grazie al suo entusiasmo, conscia delle grandi soddisfazioni che è possibile ottenere in campo amministrativo. L’Assessore parla dei suoi progetti per il futuro, a breve e lungo termine, fissando le priorità del proprio mandato.

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Partiamo dai prossimi mesi. Quali sono le proposte per il cittadino per la stagione invernale?

Puntiamo su tre grandi nuclei: la stagione teatrale, da sempre al centro dell’inverno sambenedettese, una serie di concerti di cui stiamo definendo i dettagli, e la musica classica, per la quale vorremmo utilizzare come location anche le chiese del nostro territorio.

Quali sono invece i progetti a medio termine?

Riaprire il Concordia, per cui sono stati stanziati trecentomila euro per le rifiniture. Poi mi piacerebbe che a San Benedetto tornasse il teatro di ricerca di buon livello. Continuare con Mare Aperto, un progetto che mi sta particolarmente a cuore, coinvolgendo per la prossima estate anche i bambini. Infine riaprire la casa di Bice Piacentini e farne una “Casa della Cultura” dove poter ospitare non solo arte ma anche letteratura, musica, ed eventi di un certo prestigio.

Su cosa bisogna investire per il bene della città?

Fondamentali sono i giovani, dai bambini delle elementari fino agli studenti degli istituti superiori. Il mio desiderio sarebbe quello di creare un’educazione alla cultura nei più piccoli, affinché possano abituarsi a fruire delle diverse forme artistiche fin dalla più tenera età.

E poi mi piacerebbe che Mare Aperto possa diventare una fucina di produzione identificativa della città, come un contenitore che ospiti cultura nelle sue diverse forme.

Una questione ancora aperta. Cosa ne sarà del Palacongressi?

La nostra idea è quella di proporre un utilizzo combinato della struttura, tra l’Amministrazione Comunale ed i privati, e farne un punto di riferimento importante per il territorio.

Dopo Miss Italia e Watershow ci sarà qualche evento che contraddistinguerà San Benedetto?

Più che un evento in particolare la città ha bisogno di riacquistare una certa popolarità a livello nazionale. Secondo me un aspetto che può caratterizzarla è l’arte sotto tutte le sue forme, sempre però a servizio del mare. Affinché San Benedetto diventi un punto di riferimento è necessario investire risorse, che possono arrivare anche dai privati. Gli operatori turistici hanno la capacità di rivestire un ruolo importante anche per destagionalizzare il turismo.

Cosa ne pensa dell’associazionismo sambenedettese?

Esistono molte realtà che lavorano molto e bene. Mi piacerebbe che tutte queste associazioni potessero avere una sede comune, dove poter continuare il lavoro che svolgono. Sono una risorsa preziosa per il territorio: penso ad esempio al Festival Ferré, per anni dimenticato. Noi dobbiamo essere l’interfaccia tra le varie realtà affinché si creino progetti condivisi che possano crescere in maniera significativa.

Secondo lei può esistere una provincia di Ascoli-San Benedetto a livello culturale?

Ritengo che il nostro territorio debba qualificarsi per le proprie vocazioni, e anche con Ascoli si debbono trovare delle sinergie. Non servono i vari campanilismi, la concorrenza non deve arrivare a penalizzare nessuno.

Cosa vorrebbe lasciare alla fine del suo mandato?

Il mio obiettivo è fare qualcosa di bello per i sambenedettesi. Oltre ad arricchire l’offerta culturale vorrei che ci fossero delle strutture, dei luoghi dove poter far cultura: come prima cosa puntiamo alla riapertura del Concordia, che dovrebbe tornare ad essere fruibile dal prossimo anno; poi ridare alla città l’archivio storico e la pinacoteca, entrambi nella casa di Bice Piacentini. Infine creare un Museo della Civiltà Marinara, che comprenda un museo ittico, del mare e delle anfore; questo punto dovrebbe essere attuabile entro i prossimi due anni.

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