SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Rosa nel Pugno ha una visione urbanistica diversa da quella dei compagni di coalizione della Margherita. «Crediamo che non si possa fare a meno della esperienza qualificante del professor Bellagamba, così come non si possa non avvalersi della professionalità dell’architetto Zazio parte integrante di questa amministrazione», si legge in una nota firmata dal portavoce provinciale Umberto Perosino e dal segretario comunale Federico Falaschetti.
«L’impegno economico dovuto alla presenza di questi due professionisti – aggiungono – deve essere onorato avvalendosi delle rispettive competenze anche per rispetto della trasparenza amministrativa». Dopodiché la RnP traccia le sue priorità per il nuovo Prg.
Arretramento dell’A14 («per utilizzare l’attuale tracciato come circonvallazione collinare capace di decongestionare il traffico in particolare della ss 16»)
Città dello Sport («realizzando e razionalizzando gli impianti sportivi in zona Brancadoro per offrire un’ulteriore opzione all’offerta turistica generale puntando sul turismo sportivo capace di ampliare l’offerta a tutto l’anno»)
Parco Marino («la nostra città deve poter essere inserita con proprie specificità scientifiche all’interno del Parco e deve poterne cogliere tutte le potenzialità legate all’incremento turistico e del settore legato alla pesca»).
Sistemazione ed utilizzo dell’alveo e della foce del torrente Albula («inserito in un generale potenziamento e riqualificazione dell’intera isola pedonale»)
realizzazione di parcheggi Silos («ubicati in zone strategiche cosi da decongestionare il traffico cittadino, in particolare nelle zone centrali»)

Per i socialisti il porto dovrà essere funzionale a un nuovo concetto di turismo capace di ampliare l’offerta durante tutto l’arco dell’anno. La vocazione commerciale della città, continuano, dovrà essere valorizzata attraverso una serie di interventi mirati alla razionalizzazione delle aree commerciali.
Infine, last but not least, la partecipazione civica diretta nelle scelte urbanistiche. Perosino e Falaschetti affermano che «è necessario iniziare a programmare il nostro sviluppo con uno sforzo progettuale ampio e partecipato capace di coinvolgere tutta la città nelle sue varie articolazioni, economiche, culturali e sociali».

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