SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Criticatissimo all’inizio, quasi la serie C1 gli stesse troppo larga, applaudito oggi. Mohamet Diagouraga è lo specchio fedele di una Samb in crescita, magari discontinua, carente in alcuni ruoli, ma comunque apprezzabile dal punto di vista agonistico. Una squadra che migliora partita dopo partita, come vuole mister Ugolotti.
Il difensore francese di strada ne ha fatta in questi primi mesi in riva all’Adriatico. Dotato di un fisico imponente, da indisciplinato e svagato com’era fino a qualche domenica fa, si sta ora rivelando una sorta di muro invalicabile. Impeccabile negli ultimi due incontri casalinghi, contro Martina e Ancona. Ad Avellino non c’era.
Chiediamo: dove sta il segreto di una simile “rinascita”? «Merito dei compagni e di tutta la squadra: quando si perde è più che normale essere criticato. Il calcio va così. E’ vero comunque, non sono partito granchè bene, poi le cose si sono sistemate».
Un passo indietro: la vittoria nel derby con l’Ancona. Tre punti fondamentali. «Domenica abbiamo disputata una grossa partita, specie nel secondo tempo. Siamo entrati in campo molto caricati e siamo riusciti a segnare quattro gol. Siamo stati avvantaggiati anche dall’infortunio di Mendil, un bel giocatore, anche se onestamente abbiamo giocato meglio e abbiamo meritato il risultato».
Dopo le critiche di Avellino, gli elogi. «Non c’ero al Partenio ma i ragazzi hanno risposto alla grande. Adesso però non è che dopo una vittoria siamo da play off, il nostro obiettivo resta la salvezza». Salvezza che passa anche per Gallipoli, prossimo avversario. Contro le cosiddette grandi però la Samb ha sempre faticato finora. «Abbiamo vinto gli scontri diretti con le squadre che stanno dietro di noi in classifica, mentre con quelle sulla carta più forti abbiamo fatto male. Speriamo che in Puglia si inverta la tendenza. Dobbiamo fare punti, perchè se perdiamo rischiamo di sprofondare di nuovo. La classifica è molto corta».
Ancora indisponibile Esposito, contro Califano e soci toccherà di nuovo a Landaida e Diagouraga. «Se siamo la coppia ideale? Ma no – replica il francese – In questa squadra non ci sono giocatori indispensabili, siamo tutti importanti e tutti ci facciamo trovare pronti al momento del bisogno». Sarà così anche all’Antonio Bianco?

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