SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualcosa si muove nel campo del risparmio energetico. Una modifica al regolamento edilizio permetterà di realizzare mura perimetrali e solai con uno spessore maggiore sia negli edifici nuovi che in quelli in fase di ristrutturazione. Questi incrementi di spessore non incideranno sul computo volumetrico dell’edificio fatti ai fini degli oneri di urbanizzazione.
Questo incentivo ai cosiddetti “cappotti termici” servirà a evitare la tendenza dei costruttori a realizzare mura sottili, che rendono l’abitazione fredda in inverno e calda in estate, con conseguente incremento della spesa energetica per caloriferi e condizionatori. Mura e solai potranno dunque raggiungere i 55 centimetri di spessore anche se ai fini del computo volumetrico verranno considerati come se avessero 30 centimetri di spessore. Per i solai e i tetti coibentati termicamente lo spessore aggiuntivo sarà di 10 cm. Una specie di “sconto” volumetrico, dunque, che potrà permettere una deroga alla distanza minima di 5 metri fra un’abitazione e l’altra, abbassata per l’occasione a 4,5 metri.
«Abbiamo mutuato quasi in toto una delibera analoga approvata dalla giunta provinciale nel gennaio 2006 – ha spiegato il sindaco Gaspari – basata sul protocollo di bioedilizia Itaca». Il Comune di San Benedetto ha scelto però di derogare dai cinque metri nel distacco fra gli edifici. «La ratio che abbiamo seguito è che il risparmio energetico deve prevalere su questa norma. Abbiamo scelto di far valere la stessa norma per cui si può derogare dalla distanza minima in caso di realizzazione di montacarichi esterni per i portatori di handicap». Inoltre nella norma comunale si considerano le nuove costruzioni, le demolizioni con successiva ricostruzione e il recupero del patrimonio esistente. Fra qualche anno è prevista l’entrata in vigore del certificato energetico per gli edifici e la sua assenza potrà addirittura inibire la vendita e l’acquisto.
Il consigliere di An De Vecchis ha invitato a prevedere l’obbligo di architettura ecocompatibile anche per quelle strutture destinate ai pubblici servizi che sorgeranno nelle zone della città coinvolte dalla modifica normativa al Piano regolatore vigente. Il capogruppo di Forza Italia Gabrielli ha invece invitato a un dibattito complessivo sulle energie alternative, senza preclusioni verso gli impianti a biomasse, come quello di cui si parla per l’ex discarica di Colle Sgariglia.

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