MONSAMPOLO DEL TRONTO – Incontro di piazza per le specialità monsampolesi e marchigiane, ieri pomeriggio, domenica 17 dicembre, a Monsampolo del Tronto.

In un’atmosfera plasmata dai più classici colori e suoni natalizi, protagonisti indiscussi del pomeriggio sono state propio tipicità come “cresciole“, “crespegghitte” e “fristingo“.

Scopo della sagra è stato quello di far conoscere ad affezzionati consumatori dei caratteristici prodotti le loro antiche storie. Così – tra gli angoli della sagra – si è raccontato del “tortiglione“, dolce dalle sembianze di un serpente, la cui origine sembra ricollegarsi a riti pagani, in cui l’ofide veniva adorato come divinità, in quanto simbolo di vita e vigore; del “fristingo“, di cui si narra che sia il più antico dolce di natale, passato dalle mani etrusche a quelle picene;

Infine ampia attenzione è stata data al più tipico dei dolci monsampolesi, il torrone di fichi, meglio conosciuto come “panetto di fichi“, dolce dagli ingredienti poveri i cui primi riferimenti risalgono al 1571. Classico dolce per tavola del piccolo centro piceno – nel 1700 – tutte le famiglie lo confezionavano in casa durante il periodo natalizio, tanto da divenire, nel corso dell’ottocento, una delle più fiorenti attività industriali della zona.

Numerosi i riconoscimenti assegnati alla leccornia tutta monsampolese: medaglia d’oro all’Esoisizione Mondiale di Vienna nel 1873, medaglia d’oro a Napoli, Attestato di Merito all’Esposizione Centenario di Filadelfia nel 1876. Tra gli estimatori illustri di questo dolce si annoverano Giacomo Leopardi, Teodoro Mommsem (Premio Nobel Letteratura 1902), Giulio Gabrielli (pittore e archeologo ascolano) Guglielmo Giannetti (commediografo e regista, fondatore dell’Uomo Qualunque).

Con l’inizio della seconda guerra mondiale vennero a mancare gli ingredienti per la produzione del dolce, provocando un lento ed inevitabile declinio.

Oggi a Monsampolo sono solo due le famiglie che, incuranti del tempo che passa, producono ancora il “Torrone di Fichi”, con le stesse modalità dei loro antenati settecenteschi.

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