SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Che l’urbanistica fosse il pallino di Giovanni Gaspari lo sapevamo, ma non ci aspettavamo questa variante normativa che di fatto rappresenta una scorciatoia per modificare il piano regolatore vigente in tutta fretta». Anche Forza Italia critica la delibera che dovrà essere approvata dal consiglio comunale del 15 dicembre (la variante all’articolo 48 delle norme tecniche di attuazione del Prg vigente) e attacca il siluramento del Piano Idea presentato dal professor Bellagamba: «E’ inconcepibile buttare i soldi spesi per la parcella sua e del suo staff (330mila euro, ndr), Gaspari parlava di valorizzare le competenze interne al Comune e poi ha assoldato l’architetto Zazio, che costerà al Comune altre decine di migliaia di euro», attacca Bruno Gabrielli.
«Queste spese – rincara la dose il capogruppo di Fi – aggiunte ai 400mila euro spesi in sei mesi per spettacoli e intrattenimenti, verranno compensate da un sicuro aumento della pressione fiscale».
L’ex assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Poli invece si sofferma sull’errore che avrebbe commesso il centrosinistra dando un colore politico alla stesura tecnica di un Prg: «La Margherita rifiuta il progetto di Bellagamba perché viene fatto passare come un uomo del centrodestra». Nessuno si ricorda, afferma Poli, che Bellagamba paradossalmente è uomo vicino alla sinistra visto che venne scelto per fare il Piano Territoriale di Coordinamento dalla Provincia di Ascoli, guidata da Pietro Colonnella, che come assessore all’urbanistica aveva proprio Luigina Zazio?
Sulla variante all’articolo 48 Forza Italia ha un’opinione ben precisa. «Per evitare di dare indennizzi ai privati – afferma Gabrielli – hanno scelto di rendere edificabili a tutti gli effetti una cinquantina di aree urbanistiche, fra le quali via Carnia e contrada Valle Oro. Ci chiediamo dove siano i Verdi».
Quale soluzione alternativa avrebbero proposto gli azzurri? «Avremmo reiterato i vincoli urbanistici sulle aree “bianche” (zone il cui standard urbanistico non è stato rinnovato nel 1995 e che oggi si trovano in una situazione di stallo per la quale i proprietari hanno diritto di chiedere un indennizzo economico al Comune, ndr). Avremmo pagato gli indennizzi evitando questa facile scappatoia».
Una scappatoia, concludono Gabrielli e Poli, che modifica il Prg vigente, che “gabba” i proprietari e che «in questo momento non ha senso visto che entro due o tre anni si dovrebbe arrivare a un nuovo piano regolatore».

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