SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sulla querelle fra l’assessore ascolano Claudio Sesto Travanti e il presidente della Riserva Sentina Pietro D’Angelo interviene l’assessore all’ambiente Paolo Canducci, mantenendo il basso profilo usato da D’Angelo stesso. Bando alle polemiche inutili, dunque, la cosa importante non sono le frasi a effetto sulla stampa ma la promozione della riserva come un valore aggiunto per la città, i suoi abitanti, il neonato comitato di quartiere Sentina e i soggetti interessati, quindi anche l’Arengo ascolano.
«Ascoli sbaglia nel lamentare esclusioni ed espropri – commenta Canducci – quando c’era la giunta di sinistra di Allevi partecipò al protocollo d’intesa per la riserva fra Regione, Provincia, San Benedetto e Arengo». Dopodiché, continua Canducci, «è cambiato il sindaco e Ascoli non si è più presentata nei tavoli di discussione finché oggi il suo rappresentante nel comitato di gestione della riserva Travanti si astiene dal votare le delibere».
Per Canducci occorre che si recuperi un rapporto serio e sereno fra le parti, usando l’organismo più adatto, cioè il comitato di indirizzo e gestione della Riserva.
«Dimostreremo con i fatti che l’area protetta è un valore aggiunto per la città, non un freno. Per fare un solo esempio, con la sua istituzione si potranno monitorare ed evitare i casi di abusi ambientali e le discariche abusive grandi e piccole. Occorre recuperare una comunicazione corretta fra le parti».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 558 volte, 1 oggi)