SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Poteva sembrare una boutade, ma con il passare dei giorni la proposta dell’assessore all’ambiente di Ascoli Claudio Travanti («spostiamo la comunità Rom stanziata ad Appignano in un casolare di nostra proprietà alla Sentina») assume uno spessore più consistente.
«Vorrei conoscere il pensiero del sindaco di Ascoli Celani – si chiede Giovanni Gaspari – e vorrei capire le motivazioni del silenzio assordante sulla vicenda di cui si sta rendendo protagonista il centrosinistra ascolano».
«Quelle di Travanti sono affermazioni fatte a titolo personale – continua Gaspari – oppure c’è la volontà dell’intera giunta comunale del capoluogo? Conoscendo Celani, credo che Travanti abbia parlato a titolo personale».
Esternazioni “in libertà” oppure provocazione cosciente? In questa seconda ipotesi, per il sindaco di San Benedetto si tratta di «una mentalità erede di una cultura che nutriva disprezzo verso coloro che sono diversi, sia singoli che comunità. Forse Travanti considera ancora proponibili le riserve indiane, ormai lontane dalla cultura civile occidentale».
Con questa mentalità, afferma Gaspari, non si può costruire una seria politica di rilancio per l’intero territorio piceno. «Non si va avanti con chi conta di risolvere i propri problemi allontanandoli da sé. E’ un modo anacronistico di dare risposte politiche».
Il sindaco di San Benedetto ha sottolineato che la Riserva naturale della Sentina «è e deve rimanere un’opportunità di sviluppo per tutto il territorio, perché così è stato sancito da una legge regionale. Quindi occorre affrontare l’argomento in modo serio».
Tornando sul centrosinistra ascolano, Gaspari ha ribadito che «deve venire fuori allo scoperto, evitando di trattare con sufficienza le affermazioni di Travanti». E poi la stoccata finale: «Ad Ascoli sta governando un centrodestra che si sta rivelando non idoneo, stimo i cittadini del capoluogo e li invito a costruire politicamente una nuova Ascoli».

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