Idea involontaria, tragicomica e geniale: la Sentina ai Rom (di Ascoli). La pensata non è venuta ai “nostri” – impicciati coi pali della segnaletica, che poi glieli fregano – ma ad un aquilotto assessore ascolano, cui adesso danno del razzista.
Travanti certo non ripropone le nefandezze dell’ovest e dell’est del Mississipi. Butta l’occhio qua vicino, facendosi raccontare – male – della Camargue, dove ai Rom avrebbero addirittura “regalato” Les-Saintes Marie de la Mer. In effetti Rom di tutta Europa lì convergono in massa ogni anno, per un mese, ma per festeggiare la loro santa protettrice (e i turisti arrivano come sul miele). Si molestano zanzare, alcuni stagni paludosi subiscono penose metamorfosi diventando parcheggi per roulotte. Ma che sarà? Sono Aigues Mortes
Così il birbo Travanti, da Palazzo dei Capitani (che non è il Palazzo dei Papi), da quel di Ascoli (che non è Avignone), zac, l’idea: essendoci alla Sentina – in miniatura – tutto quello che c’è nel delta del Rodano, “muschio et salsedine”, uccelli e ranocchie (più lattine, coperchioni, conchiglie, zampironi, libellulari, copyright C. D’Antonio), meno gli zingari, voilà, impacchettiamoli e portiamoceli (da Ascoli).
Anzi, facciamoli pure sindaci, gestori, presidenti, re della riserva…
Come si vede, a Monsieur Travantì hanno dato l’assessorato sbagliato. L’Ambiente non è come i Trasporti o l’Urbanistica, bisogna capirci, conoscere, studiare…
I Rom sanno come muoversi, dove andare, come scegliersi “casa”. Molti alla Sentina, magari ci sono già stati, o ci andranno, o ci torneranno a far festa. I Rom vanno dove gli pare, viaggiano, sennò che zingari sarebbero?
Ma anche te l’immagini la disperazione del postino di Porto d’Ascoli che, per recapitargli i saluti degli “amici” ascolani, insegue a perdifiato, dalle parti della Réserve de la Sentine, una Tabbert, una Hobby, una Fendt

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