SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È stato veramente un peccato che il teatro Calabresi non fosse stracolmo per applaudire “Concha Bonita” martedì 12 dicembre. Uno spettacolo imponente e sontuoso, con costumi eccezionali ed il coinvolgimento, sempre intenso, della potente musica dal vivo (nove musicisti in scena) e del grande Nicola Piovani. Si è trattato di un evento a cui è possibile assistere nelle grandi capitali, infatti lo spettacolo è già stato applaudito nel corso della tournée europea.

Arrivato in provincia, non ha riscosso il meritato successo: il pubblico presente era infatti di circa 480 persone. A cosa è dovuto? Ad una mancata informazione sull’importanza dello spettacolo? O forse si era troppo distratti dal consumismo natalizio di questo periodo?

Comunque i presenti hanno espresso vera soddisfazione applaudendo, non solo alla fine ma in diversi momenti dello spettacolo. Sebbene il genere musical possa non piacere, bisogna considerare la bravura degli interpreti che devono confrontarsi con recitazione, canto e danza.

L’atmosfera creata da Concha Bonita è stata di malinconia e commozione, come è malinconica la vita quando ci si confronta con i fantasmi del proprio passato. Ma una conclusione positiva ha dato leggerezza e conforto, portando alla riflessione che il sentimento dell’amore dovrebbe sempre elevarsi al di sopra delle righe ed oltrepassare i generi: Miryam, la figlia di Concha Bonita, che aveva cercato suo padre, potrà accettarlo ed amarlo egualmente pur essendo diventato una donna.

Tutti temi emblematici e difficili quelli di questo testo teatrale, che inducono certo ad una profonda riflessione e sicuramente la scabrosità delle differenze nella sessualità sono state affrontate con grande raffinatezza.

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