ASCOLI PICENO – «Le dichiarazioni di Pietro D’Angelo riportate dalla stampa locale, così come i comportamenti tenuti dimostrano che la sinistra non ha perso il vizio di distorcere la realtà delle cose e di predicare bene e razzolare male. Il sottoscritto non ha dichiarato che il Comune ci “vuole guadagnare” ma che deve valorizzare il proprio patrimonio che è cosa ben diversa».
L’assessore all’Ambiente Claudio Travanti non usa mezzi termini nel rispondere a Pietro D’Angelo. Come si ricorderà, il presidente del Comitato di indirizzo e di gestione della Riserva Naturale della Sentina qualche giorno fa era intervenuto per dire che il Comune di Ascoli – proprietario dei due terzi dell’area – «purtroppo sta dimostrando di voler sfruttare l’area protetta solo per i propri tornaconti economici», e che quindi la situazione nella Riserva regionale della Sentina «sta degenerando».
«Il signor D’Angelo deve capire che il Comune di Ascoli è un Ente pubblico e come tale è portatore di interessi generali e non particolari tanto quanto la Regione Marche e il Comune di San Benedetto del Tronto», continua Travanti. «Eppure questi Enti al momento di decidere la destinazione dell’area si sono ben guardati dal coinvolgere l’Ente pubblico proprietario. Quanto ai “guadagni” è stato D’Angelo a dichiarare di “essere stato determinante per l’approvazione della Legge”, ai tempi in cui era consigliere regionale dei Verdi ed oggi lo troviamo presidente della Riserva con un’indennità di circa 16.000 euro annui».
«Non è possibile, signor D’Angelo – aggiunge Travanti con tono fortemente polemico – concertare quando fa comodo ed agire in modo carbonaro mettendo il Comune di Ascoli di fronte al fatto compiuto (la legge è fatta e non si torna indietro) e accusandolo di non voler dialogare. È bene precisare che è vero che la Sentina è di proprietà al 70% del Comune di Ascoli Piceno ma la “gestione” della riserva riguarda unicamente tale area in quanto quella dei privati è abitata e lavorata dagli stessi. Per quanto concerne la mia presenza nel Comitato Tecnico, D’Angelo sa bene – come egli ha correttamente confermato – che il sottoscritto si è sempre astenuto sulle proposte sottoposte a votazione».
Ed infine da Travanti una estemporanea proposta con pesante stoccata finale all’indirizzo di D’Angelo: «Sarà comunque mia premura sottoporre al comitato tecnico la proposta di fare gestire la riserva alla comunità Rom. Tale soluzione permetterebbe di risolvere i problemi degli atti vandalici in quanto la Riserva sarebbe presidiata, avrebbe una valenza sociale notevole dando un ruolo reale a questa comunità (e non con dichiarazioni di principio come fa la sinistra). Proporrò inoltre di finanziare tale soluzione con il risparmio ottenuto riducendo l’indennità del presidente D’Angelo da 16 mila a 5 mila euro annui».
Non si è fatta attendere la replica di Pietro D’Angelo.
«Sono allibito e sorpreso da “proposte” di questo genere che si qualificano da sole. Con tali affermazioni l’assessore mostra di voler trascinare il dibattito in tutt’altra direzione e a ben più bassi livelli rispetto ad un civile e corretto dialogo sul problema». Il riferimento di D’Angelo è alla riduzione della sua modesta indennità per finanziare l’originale proposta di Travanti.
«Spero solo che queste dichiarazioni siano soltanto di Travanti e non coinvolgano l’intera giunta comunale di Ascoli guidata dal sindaco Piero Celani», aggiunge il presidente del Comitato.
Circa poi la proposta di Travanti di far presidiare e gestire la Sentina dai nomadi Rom, D’Angelo aggiunge: «È una ipotesi perlomeno inverosimile, perché oltretutto incompatibile con le finalità e con la funzione della Riserva. E poi – taglia corto – anche nell’interesse della stessa comunità Rom, quello è un discorso superato».
«Se Travanti insisterà su questa strada – conclude D’Angelo – vorrà dire che inserirò le sue proposte nell’ordine del giorno della prossima seduta del Comitato prevista in gennaio. Così l’assessore potrà spiegare ciò che propone alle altre componenti e soprattutto ai cittadini che abitano in quella zona».

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