SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I sindaci dei 14 Comuni della Zona 12 del sistema sanitario regionale sono soddisfatti dell’operato del direttore Giuseppe Petrone e auspicano la sua riconferma da parte della Regione Marche (clicca qui per conoscere quali Comuni fanno parte della Zona 12). Petrone è in carica dallo scorso primo giugno e il sindaco del Comune capofila Giovanni Gaspari crede che «con lui sta partendo una positiva azione di rilancio della sanità locale, non solo per l’ospedale di San Benedetto ma anche per i servizi decentrati. Ma i frutti potranno essere raccolti solo se la giunta regionale assicura una continuità al vertice della zona 12».
ASSUNZIONI. Per il 2006 la Zona 12 ha ottenuto una deroga al blocco delle assunzioni regionali, che permetterà di reclutare cinque nuovi dirigenti medici (coloro che prima si chiamavano “primari”) e amministrativi. «Il nostro fabbisogno ottimale sarebbe di 45 posti fra infermieri, tecnici e dirigenti medici. Con questa deroga e con il pensionamento di alcuni dirigenti medici potremo potenziare il servizio d’urgenza, assumendo nuovi primari in Medicina e Pronto Soccorso e introducendo la figura del primario in Gastroenterologia (fino a oggi il ruolo era vacante,ndr)».
«Queste nuove figure saranno un importante biglietto da visita per il nostro ospedale», ha rilevato Gaspari. Altre assunzioni sono subordinate all’approvazione del budget per il 2007. Per i tecnici di radiologia, per i chirurghi e per gli operatori sociosanitari verrà indetto un bando di mobilità regionale che permetterà anche il ritorno di professionisti che lavorano in altre Zone delle Marche.
ALIENAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE. Per reperire risorse economiche da investire in risorse umane, tecnologie mediche ed edilizia sanitaria, Petrone opterà per la vendita di alcuni immobili (la sede di via Romagna ed un terreno a San Benedetto, due appartamenti a Ripatransone e Montefiore). «Con i fondi realizzeremo una sede unica di almeno 4000 metri quadri, che ospiterà i servizi di distretto, di prevenzione e di ambulatorio».
MOBILITA’ PASSIVA E AREA VASTA. «Spendiamo gran parte delle nostre risorse economiche per compensare la mobilità passiva dei nostri pazienti in altre zone territoriali o fuori regione – ha aggiunto Petrone – ora c’è da invertire questa tendenza e raggiungere una ragionevole autosufficienza». Il sistema sanitario regionale, spiega Petrone, verrà riorganizzato in forma di rete. «Le prestazioni ospedaliere di base saranno distribuite su tutte le strutture delle Aree Vaste, per le prestazioni che implicano tecnologie più costose la Regione impone un centro di eccellenza per ogni provincia». Un solo reparto di cardiologia tra Ascoli e San Benedetto, come ha paventato il consigliere regionale di An Guido Castelli? Non c’è questo pericolo, assicura Petrone.
«Prendiamo Oculistica, per esempio. Gli interventi semplici come la cataratta saranno disponibili in tutte le strutture ospedaliere della Zona (anche se oggi al “Madonna del Soccorso” non si effettua questo intervento, ndr) mentre per interventi più complessi il paziente andrà ad Ascoli, dove troverà personale del nostro ospedale che l’ha già seguito e che offre prestazioni anche al “Mazzoni”».
IL RAPPORTO CON LA REGIONE MARCHE. La zona 12 non dovrà più essere considerata la “periferia sanitaria” delle Marche. A questo proposito Gaspari ha ammesso con onestà: «Ci sono positivi segnali politici, non è irrilevante la presenza del consigliere regionale Donati e del vicepresidente della Regione Agostini, entrambi originari del nostro territorio e difensori delle sue prerogative».

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