*Leggere di un Consigliere Ds di maggioranza Comunale e coinquilino della maggioranza Regionale che elenca alcune ataviche necessità della sanità locale rappresenta comunque un lumicino nella palude della gestione sanitaria del centro sinistra; forse dalle riunioni Ds sono emerse delle speranze di cui il consigliere si fa portavoce?

Purtroppo dalle prime avvisaglie non credo che avremo dei grossi risultati soprattutto in virtù del fatto che la normale amministrazione della zona 12 passa preventivamente attraverso l’ASUR Regionale. In termini spiccioli se la Zona 12 deve assumere medici, infermieri, Os, amministrativi, tecnici, deve prima fare richiesta di approvazione all’ASUR Regionale e poi quando si ha la risposta si può procedere.

Per approvare un pacchetto di assunzioni per garantire il minimo indispensabile non sono stati sufficienti tre mesi. Questa è una bruttissima avvisaglia ma tra tutti i politici ospedalieri nemmeno uno starnuto. L’Asur politicamente non garantisce stabilità alla Zona 12: ha ragione il Consigliere De Vecchis quando afferma di essere di fronte ad un Gulag Rosso.

Non parliamo di approvazione di alte specializzazioni o di chissà quali grandi riorganizzazioni che sempre si attendono ma semplicemente di assunzioni di personale dove in mancanza di esso molti turni di servizio potrebbero essere garantiti solo da un incremento dei turni a carico dei lavoratori.

C’e stata l’annunciazione di acquisto della nuova TAC; una nuova Tac che si attende da anni e che nel frattempo ha creato disagi inimmaginabili per il numero di volte che si è rotta e per i giorni che è rimasta rotta. Ma vedrete che quando verrà sostituita la saletta sarà piena di politici pronti ad annunciare fotograficamente i meriti acquisiti. Che il Pronto Soccorso e la Rianimazione non andavano riprogettati sul piano – 2 cioè sulla linea adiacente alle fogne lo sanno pure i turisti di passaggio ma nonostante tutto li’ sopra lo rifaranno con buona pace della ASUR che dice di non avere soldi per San Benedetto.

Insomma grandi sacrifici ma a carico dei lavoratori costretti a lavorare con un numero di colleghi non sufficienti a garantire la copertura completa dei servizi; e sacrifici da parte di chi si rivolge in Ospedale o sul Territorio non potendo ricevere con tempestività semplicemente il diritto all’assistenza. La richiesta di prenotazioni in farmacia risulta essere una novità interessante. Il punto di domanda è capire chi eseguirà le prestazioni, considerati i chiari di luna sulle coperture dei turni di lavoro.

*Alleanza Nazionale – Componente Coordinamento Comunale Benito Rossi

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