SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Martedì 12 dicembre la sezione per i minori della Corte d’Appello del tribunale di Ancona ha cominciato a valutare la richiesta di sospensione di due provvedimenti del Tribunale dei Minori avanzata dall’avvocato Gabriella Ceneri, legale dell’insegnante italo-belga Maria Pia Maoloni. La sua storia è salita alla ribalta il 27 novembre scorso, quando l’intero Paese Alto di San Benedetto organizzò una protesta contro il provvedimento dal Tribunale dei Minori della città dorica, con il quale si ordinava il ritorno in Belgio delle due sorelline di quattro e sette anni e il loro affidamento al padre. Sulla vicenda peserebbe l’inquietante ombra della pedofilia e secondo la madre le bambine avrebbero subito violenze da parte del padre durante i periodi trascorsi con lui.
«Abbiamo avuto una prima udienza con i quattro giudici della Corte d’Appello – spiega la Ceneri – e hanno chiesto qualche altro giorno per valutare la nostra richiesta di sospensione dei due decreti, quello di rimpatrio delle bambine e di affidamento al padre».
Pare che la Corte abbia chiesto tempo per la complessità della vicenda che, se pur venuta alla ribalta da poco nella cronaca locale, va avanti da molti mesi coinvolgendo la giustizia belga e quella italiana.
Sempre con l’intento di ottenere la sospensione dei decreti, anche il sostituto procuratore per i minorenni di Ancona Ugo Pastore ha chiesto un’udienza al Tribunale dei Minori del capoluogo di regione e ha già depositato un ricorso in Cassazione nel caso di risposta negativa.
La vicenda legale va avanti e le bambine rimarranno presso la Casa Famiglia Santa Gemma.

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