ASCOLI PICENO – Per trasportare la merce contraffatta presso i depositi giudiziari sono stati necessari un Tir e due furgoni telonati. Un ventenne napoletano arrestato, 8000 articoli d’abbigliamento, tutti contrassegnati da note “griffe” italiane e straniere, per un valore di mercato di circa 300.000 euro, più una serie di contatti che saranno utili per scoprire i canali di approvvigionamento e di smercio dei capi d’abbigliamento. E’ l’esito dell’operazione “Very Nike” portata a termine nel fine settimana dell’8 dicembre dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Ascoli per combattere il fenomeno della contraffazione di marchi d’abbigliamento.

L’attenzione investigativa dei finanzieri è stata attirata da un furgone che percorreva una via della periferia ascolana a velocità piuttosto sostenuta; le visure effettuate attraverso le banche dati del Corpo rilevavano che il proprietario del mezzo aveva dei precedenti per reati inerenti la contraffazione dei marchi. Il furgone è stato seguito ed è stato notato mentre sostava nei pressi di un’abitazione.
Una volta uscito e ripartito, peraltro sempre a tutta fretta, il furgone è stato bloccato da una pattuglia delle Fiamme Gialle che hanno rinvenuto all’interno una decina di scatoloni contenenti oltre un centinaio di paia di scarpe dal marchio “Nike”, che per alcune peculiarità ormai ben note agli investigatori hanno subito insospettito sulla loro effettiva autenticità. Il conducente del furgone non è stato in grado di fornire alcuna documentazione a supporto del carico trasportato, né ha fornito un qualche elemento sulla sua provenienza.

Come da procedura è stata subito effettuata una immediata perquisizione dell’appartamento dal quale il giovane era appena uscito. Nell’abitazione sono state trovate molte altre paia di scarpe “Nike”, oltre a capi di abbigliamento delle griffe “Gucci”, “Armani”, “Timberland” e “D&G” risultati anch’essi contraffatti.
L’attenzione dei finanzieri si è poi soffermata su una parete che al battito rispondeva con un suono sordo, tipico segno di una probabile intercapedine interna. Una volta abbattuto il muro, sono spuntati altri numerosi scatoloni, contenenti migliaia di capi d’abbigliamento degli stessi modelli.

Per il proprietario del furgone sono scattate subito le manette per la flagranza dei reati penali di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e di ricettazione del Codice Penale. I militari stanno ora vagliando anche la posizione dell’affittuario dell’appartamento, al fine di accertare le eventuali responsabilità nella vicenda.
Oltre alla mole di merce contraffatta sono stati sequestrati anche l’appartamento, il furgone e un telefono cellulare sul quale ora sono in corso gli approfondimenti del caso, che permetteranno di stabilire i contatti tenuti dal giovane napoletano e ricostruire i canali di approvvigionamento dei beni contraffatti.

I primi riscontri già raccolti sono stati definiti “interessanti” dai finanzieri in quanto hanno consentito di documentare che una parte della merce era stata già smistata ad alcuni extracomunitari. Ciò lascia presagire un potenziale ampio sviluppo delle indagini, che potranno portare anche a delineare i canali di approvvigionamento del mercato locale e forse anche i sodalizi criminali che organizzano il traffico dei beni contraffatti nella provincia di Ascoli.

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