SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Che fà comme j’asculà che tire lu ciutte e nasconne la mà?»: pressappoco così, rivolgendosi a uno spettatore in prima fila pronto a lanciarsi in un applauso scatenato per poi bloccarsi indifferente, si è aperta la nuova tournée dell’attore toscano Giorgio Panariello, con la regia di Giampiero Solari. Lo spettacolo è intitolato “Faccio del mio meglio”, e Panariello c’è riuscito davvero a portare in scena il meglio di sé. Per chi era abituato a vederlo sul piccolo schermo le due ore di one man show sono state una piacevole rivelazione: a sipario levato appare sul fondale un Panariello-Renato Zero.
Ma uno dei momenti più esilaranti è stato quello in qui l’attore toscano si è esibito in una serie di battute in dialetto sambenedettese (da queste parti coltiva da anni grandi amicizie, tra cui quella con l’imprenditore cuprense Sergio Spina).
Fin dall’inizio dello spettacolo tra l’attore e il pubblico si è creato un ponte, un legame: Panariello è riuscito a farsi seguire portando in scena alcuni dei suoi personaggi più noti, dalla signora Italia a Flavio Briatore, e scatenando così le più sonore risate; ha interagito con il pubblico facendo accendere tutte le luci in sala e facendolo sentire protagonista.
Panariello ha anche trascinato all’interno della sua esilarante comicità una tematica serissima come l’abbandono dei cani. Lo show man ha comunque deciso di chiudere il suo spettacolo in maniera inaspettata e commovente: nell’ultimo “travestitismo” Panariello si è trasformato in un nonno che, eduto su una panchina, è ormai vittima del Parkinson ma soprattutto di una società che sempre più cerca di cancellare la memoria storica di questo paese: «…a vent’anni ho cacciato l’inquilino scomodo, i tedeschi, adesso quell’inquilino sono io…», riuscendo anche a commuovere il numeroso pubblico.
Che dire di più? Giorgio Panariello ha davvero fatto del suo meglio e ci dispiace per chi se ne è rimasto a casa accontentandosi di vederlo solo in televisione.

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