Gioventù bruciata. Basta con le assunzioni clientelari, basta con la politica degli affari, basta con l’opposizione di comodo, basta con i voti “comprati”, basta con le promesse non mantenute. Basta, basta, basta.
Con un po’ di nausea addosso e amareggiato per il comportamento superficiale della nostra classe politica, ho iniziato gli ennesimi DisAppunti quotidiani con i “basta” di cui sopra.
Rileggendomeli, però, prima di andare avanti, ecco un’”eccezionale” scoperta: è il ritornello di tutte le campagne elettorali. Quasi volevo cancellarli ma poi ho pensato che vale la pena di ricordarli a chi, tutti quei basta, ora deve metterli in pratica.
Non sta succedendo, è vero, ma quasi nessuno ci fa più caso; il cittadino comune, rifacendosi al detto “come va la barca va baciccia” (spero di averlo scritto bene) si adegua e pensa: “chi me lo fa fare a protestare tanto il mondo va così, non sono mica don Chisciotte che mi metto a lottare contro i mulini a vento, non posso ribaltare il mondo da solo o (alla sambenedettese) seccare il mare con una “cucciola”, ho famiglia e così via.
Risultato: vanno sempre avanti i più svelti, i più spregiudicati, i senza scrupoli e non i più intelligenti, i più moderati, i più scrupolosi, i più bravi. Dico io: e allora nessuno si lamenti più delle ingiustizie, delle prevaricazioni, delle frustrazioni che subiscono giornalmente quelli che… non vanno mai avanti.
E quello che è più brutto: si ha paura di appoggiare anche chi ha coraggio, chi vorrebbe in qualche modo ribaltare il mondo, provare a seccare il mare cominciando con la cucciòla.
Tante mie riflessioni, come avete ben capito, dettate dall’amarezza ma anche frutto della convinzione che il mio è un ragionamento utopico. Nel senso che sono in nettissima minoranza.
Ma sapete qual è la cosa che più mi fa male e ha ispirato il “cappello” ad un DisAppunto così teorico? L’incapacità dei giovani.
Si dice spesso: da fuori non si riesce a cambiare quello che non va, bisogna farlo da dentro. Giustissimo ma la mia sensazione è che una volta entrati manca poi la forza di spezzare gli ingranaggi fino ad entrarci dentro. Stesso discorso per chi si mette in politica meno giovane ma animato da propositi sani: abbandona deluso quasi subito.
I secondi sono più giustificati dei primi, dei giovani, i quali dovrebbero perlomeno provarci. Un esempio: ultimamente la storia della Picenambiente e dei contributi pubblici elargiti con superficialità hanno riempito le cronache politiche. Fossi un giovane politico che in campagna elettorale ho predicato ai quattro venti giustizia sociale ed altre bellissime cose, mi chiederei: ma per quale motivo quella testata giornalistica, quelle persone che fino a ieri stimavo, stanno facendo tanto casino. Fammi un po’ andare a vedere come stanno le cose, cosa c’è sotto. Niente di niente: i vari Assenti, Canducci, Di Francesco, Gabrielli, Menzietti, Pasqualini, Primavera (per citare i nati dopo il 1970) sono tutti ‘cavalli’ ancora ai nastri di partenza.
Scusate lo sfogo, l’ennesimo.

P.S. Per la cronaca, un commento di un lettore di qualche mese fa:
«direttore parli di giornale libero e dalle libere opinioni, fai le rubriche sui commenti e poi fai pubblicare solo i commenti all’acqua di rose. Ma che giornale libero è se ci togli anche la possibilità di commento anche pesante sui politici? Sui commenti che mando ne pubblicate solo quelli dove non ci sono di mezzo i politici o Gaspari o Mozzoni. Che per caso sono vostri parenti?

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