di Albano Ferri *

Martedì 5 dicembre ho avuto modo di vedere sull’emittente “Quintarete” un interessante dibattito tra l’assessore all’Ambiente del Comune di Ascoli Piceno, Claudio Sesto Travanti e il presidente del comitato di indirizzo della Riserva Regionale Sentina, Pietro D’angelo. Il tema principale in discussione riguardava l’ipotesi formulata dall’assessore di spostare in un casolare della Sentina (di proprietà del Comune di Ascoli) un gruppo di Rom attualmente ospitati in un’area di proprietà ascolana sita presso il Comune di Appignano; ipotesi che in questi giorni è stata spesso oggetto di discussione su diversi quotidiani locali e che ha sollevato polemiche e prese di posizione, non ultima quella del sindaco Gaspari.

Non scendo nel merito della vicenda anche se registro che, nel corso della stessa trasmissione, il presidente D’Angelo abbia detto chiaramente che lo status di riserva determinato dalla delibera regionale 156 esclude questa possibilità. Vorrei però porre l’accento su alcuni passaggi del dibattito, in cui l’assessore ha detto chiaramente che il Comune di Ascoli si oppone alla Riserva della Sentina per una serie di motivi, non ultimo quello che, secondo Travanti, la gestione dell’area è stata affidata alle associazioni ambientaliste Lipu e Legambiente per puri scopi elettorali (facendo dunque intendere che tali associazioni appartengono a una ben specifica area politica, suppongo di matrice diversa da quella dell’assessore) e che queste, avendone la gestione, possono tranquillamente portare gente alla Sentina (in larga parte di proprietà del comune di Ascoli) facendo visitare quello che alla Sentina c’è da vedere.

Al solo scopo di fare chiarezza occorre dire anche (e Travanti lo sa bene perché fa parte del comitato di indirizzo per la Riserva, ossia l’organo che nomina la Direzione), che la Direzione della Riserva Regionale della Sentina si compone di tre associazioni, non due; la terza si chiama Associazione Sentina, non fa riferimento ad alcun’area politica, è costituita da quasi 400 iscritti la cui maggior parte residente nel quartiere Sentina, ha dato un contributo importante alla realizzazione delle schede di progetto che stanno per essere finanziate dalla Regione per acquisire i fondi da destinare agli interventi di riqualificazione dell’intera area della Riserva e fino ad oggi ha sempre avuto parole di grande rispetto per l’amministrazione comunale ascolana, cercando di far capire a tutti che l’apporto di Ascoli è fondamentale per lo sviluppo della Riserva, che solo con il dialogo tra le parti è possibile uno sviluppo proficuo.

Ciò premesso, pur non sapendo se l’assessore Travanti abbia qualcosa in contrario anche nei confronti dell’Associazione Sentina (in effetti nella trasmissione non siamo mai stati nominati), confesso che abbiamo effettivamente condotto “gente” che manifestava un certo interesse per la Sentina a visitarla: il casolare del 1543, la liquirizia e gli animali delle fattorie, i fenicotteri ed altre rarità. Si trattava quasi sempre di studenti delle scuole medie o superiori che facevano ricerche e studi. Sono venuti anche gruppi di scout e in agosto, alla festa della Sentina, due o trecento bambini con i loro genitori. Tutti a piedi o in bicicletta nel rispetto delle normative che regolano la Riserva. A tutti la Sentina è piaciuta molto.

A questo punto le chiediamo, con il dovuto rispetto, possiamo continuare a portare questa “gente” alla Sentina? E soprattutto, noi residenti, possiamo qualche volta andarci a passeggiare?

Ovviamente, qualora volesse farlo insieme a noi saremo bel lieti di accompagnarla.

* Presidente dell’Associazione Sentina

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