GROTTAMMARE – La Margherita fa un passo avanti e rientra a pieno titolo nella compagine governativa cittadina, ma allo stesso tempo non risparmia critiche alla Giunta Merli, annunciando, nel caso in cui le richieste del partito centrista non venissero prese in considerazione nei prossimi mesi, la possibilità di «un appoggio esterno».
Il punto della situazione è stato fatto stamane dal direttivo grottammarese della Margherita, che si è giovato della presenza del consigliere regionale Sandro Donati (è possibile ascoltare le sue dichiarazioni cliccando sulle due icone sulla destra, formato Mp3).
«Abbiamo accettato di tornare nella maggioranza» ha dichiarato Donati in riferimento al reintegro di Franco Falasca Zamponi (non era presente alla conferenza stampa a causa di impegni di lavoro), «dopo esserci chiariti con il sindaco Merli. Ma sia chiaro» continua puntigliosamente Donati, «La Margherita ha un ruolo importante, abbiamo tre consiglieri, anche a causa della prematura scomparsa di Gino D’Ercoli, ottimi risultati elettorali e non possiamo subire passivamente le decisioni del sindaco e della sinistra estrema. Se non ci saranno cambiamenti, entro qualche mese potremmo passare all’appoggio esterno».
Donati, e con lui i componenti del direttivo (i consiglieri Giuliano Vitaletti e Pino Ragni, Sandro Luzi, Amedeo Travaglini, Simone Splendiani, Luigi Travaglini, il simpatizzante Aldo Spinozzi), ci tengono a rimarcare, per l’appunto, la propria autonomia rispetto alla schema partecipativo che, negli ultimi anni, ha delineato la condotta del centrodestra grottammarese. «Negli incontri del mercoledì si discute di tutto» ha continuato il consigliere regionale, «ma a noi occorre dare visibilità al nostro partito, che non può essere inglobato e annullato. Diverse decisioni ci sono state imposte senza che noi le condividessimo», è il pesante affondo finale.
Entrando nel merito della questione, La Margherita grottammarese ribadisce alcune richieste già comunicate pubblicamente (terza via tra il Tesino e Zona Ascolani, con nuovo ponte sul fiume; parcheggio sotterraneo in centro; molo d’attracco), e rilancia sulla politica urbanistica: «C’è troppo cemento e troppo poco verde, sia a Grottammare che a San Benedetto» ha detto Donati: «L’attuale Piano Regolatore risale alla prima Giunta Rossi, quando noi eravamo all’opposizione. Andrebbe rivisto, ma le varianti vanno fatte solo per ridurre la cementificazione o per l’Edilizia Residenziale».
Una corrente verde all’interno della Margherita? «Certo, d’altronde con noi c’è il leader di Legambiente Ermete Realacci. Ha ragione il mio amico Pietro D’Angelo: i Verdi stanno smarrendo il senso dell’ambientalismo».

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