SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se il Ravenna si fa infilzare in casa propria dal Gallipoli, e al Benelli non era mai successo, se il Foggia a Terni rimedia la prima scoppola della stagione; se il Giulianova assaggia il sapore, finora sconosciuto, dei tre punti; se il Perugia cade a Manfredonia e la Salernitana perde ancora la bussola, stavolta a Taranto; insomma, se la domenica numero quattordici nel girone B riserva tante e tali sorprese quasi da non crederci, non è la fine del mondo che la Samb superi dopo quasi un tempo di sofferenze il vicefanalino di coda del raggruppamento.
Dopo più di mezz’ora al Riviera, addetti ai lavori e tifosi si stavano chiedendo se la sfida col Martina non fosse altro che il prolungamento del match in notturna con la Ternana. Lo spettacolo difatti era di quelli da tapparsi gli occhi. Quanti sbadigli. Samb contratta – del resto per una settimana il ritornello è stato: vittoria obbligatoria – e incapace di imbastire una manovra degna di tale nome. Si facevano preferire gli ospiti, se non altro più pungenti negli ultimi 20 metri.
I marchigiani dal canto loro finivano col rifugiarsi in noiosi (e improduttivi) lanci lunghi a scavalcare il muscoloso centrocampo del Martina. Di più: ecco la conferma che questa squadra, avendo i Carlini, gli Olivieri e i Morante, predilige giocare fuori casa, quando deve pensare solo a ripartire. Se invece la obblighi a costruire gioco va in sofferenza. E il Martina, con la classifica che si ritrova, non poteva certo sbilanciarsi chissà quanto. Come fare per venirne fuori? Semplice: aspettare il colpo di genio di qualcuno là davanti. Ha prima sprecato Morante; poi lo stesso attaccante romano ha servito a Carlini una palla da spedire alle spalle di Lafuenti. Samb in vantaggio e Samb che finalmente si sblocca.
Pronti, via e la ripresa si apre con l’eurogol di Visone. Tre punti in cassaforte? Magari. Diagouraga ed Esposito decidono di vivacizzare il pomeriggio in riva all’Adriatico. Perna ringrazia e segna il gol della speranza. La paura colorata di rossoblu dura appena 180 secondi. Carlini restituisce il favore a Morante: terza rete marchigiana, anche stavolta molto bella, e finalmente si può festeggiare. La Samb ritorna alla vittoria dopo sei turni e ora si prepara a tre domeniche di fuoco: Avellino al Partenio, Ancona al Riviera e il sorprendente Gallipoli fuori. Inutile sottolineare come il mese di dicembre potrebbe risultare decisivo in ordine al futuro della compagine rossoblu.
E parallelamente alle questioni del campo, in casa Samb si guarda pure a quelle societarie. Il mercato, ma non solo. Il “nodo” Molinari su tutti – a una sua possibile partenza, se ne parlerà tra un paio di settimane giurano da Viale dello Sport, è strettamente legata la posizione del diesse Pavone. Intanto godiamoci questi tre punti. Non fossero arrivati sarebbero stati dolori, altrochè.
CURVA NORD Una Cioffi più compatta. Gli ultras rossoblu l’avevano promesso alla vigilia del match contro il Martina. Detto, fatto. Certo chi s’aspettava un Riviera versione Sambodromo sarà rimasto deluso, ma, in considerazione del periodo di impasse vissuto fino all’altro ieri, anche in questo caso conviene accontentarsi.
Se, sul piano del sostegno, si è ancora alla ricerca dello smalto perduto, dal punto di vista estetito la Nord ha fatto vedere molto di più rispetto al recente passato. E’ tornato, finalmente, lo striscione Il Tempio del Tifo; a sorpresa è comparso il Lasciate ogni speranza voi ch’entrate, tazebao in voga allo stadio Ballarin; al centro il messaggio Diffidati con noi e ai lati Baldi Giovani e Nucleo. Da ultimo bandiere e bandieroni costantemente al vento.

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