SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il consiglio comunale ha approvato la delibera per la vendita alla Picenambiente dell’edificio dove la società partecipata ha la propria sede. L’immobile è stato quotato 882.575 euro, 50mila euro in più rispetto alla cifra indicata nella delibera approvata lo scorso 12 settembre.
«La delibera che abbiamo approvato è legittima, conveniente e rispetta la nostra volontà politica, cioè vendere l’immobile per finanziare opere pubbliche urgenti – ha commentato il vicesindaco Antimo Di Francesco – riconosciamo i meriti di Giorgio De Vecchis, grazie a cui approviamo una vendita che ci fa ricavare 50mila euro in più». Il nuovo valore è stato quantificato dalla stima (l’ennesima) fatta dal professor Raffaele Zanoli dell’Università Politecnica delle Marche; l’incarico al docente universitario è costato al Comune 18mila euro e gli è stato conferito proprio in seguito alle contestazioni fatte da De Vecchis in consiglio e in commissione consiliare.
L’esponente di Alleanza Nazionale continua a negare la regolarità dell’atto. «Quell’immobile fa parte dei beni non disponibili, che non possono essere venduti perché sono destinati a servizi pubblici», ha attaccato De Vecchis, riferendosi agli articoli 6 e 9 del regolamento sulla contabilità dello Stato (un Regio Decreto del 1924 tuttora vigente anche se più volte aggiornato) e all’articolo 255 del Tuel (testo unico degli enti locali).
Nella delibera approvata il 30 novembre si precisa che la Picenambiente non dovrà esigere dal Comune il pagamento dei lavori di manutenzione (150mila euro) e che la società partecipata si impegna a mantenere un’attività di pubblico interesse, pena la rescissione del contratto.
Nel 2005 la vecchia amministrazione di centrodestra inserì l’immobile nell’elenco dei beni dismissibili, «ma questo non significa che l’immobile diventava disponibile per la vendita», spiega De Vecchis. Che aggiunge: «Perché nella delibera del 12 settembre si parlava di 300 mila euro di credito che la Picenambiente vantava dal Comune, quando pochi giorni prima dell’approvazione della delibera stessa erano scaduti i tempi di prescrizione per questo credito?». «Per finanziare le opere pubbliche si poteva vendere l’ex mattatoio oppure l’ex deposito della nettezza urbana», aggiunge.

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