SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’argomento gioco d’azzardo raccoglie opinioni e posizioni di uomini e politici di ogni ordine e grado, di qualsiasi colore ed è assolutamente trasversale. Ma l’argomento non può prescindere da altre valutazioni che inevitabilmente includono altri settori compromessi con il gioco d’azzardo. Contrariamente, come gli struzzi, si utilizzerebbe uno spaccato di vita sociale che non farebbe giustizia sulla coerenza dei comportamenti.
Inutile rielencare tutti gli effetti negativi del gioco d’azzardo, nonostante faccia fatica, anzi non capisco proprio, quali siano gli effetti positivi, come recita un detto in voga tra gli scommettitori: “i soldi vinti al gioco sono soldi presi in prestito e prima o poi li restituisci”. Con tanto di interessi.
Ma l’aspetto tecnico non rappresenta altro che il detonatore di un deleterio processo educativo e quest’ultimo rappresenta proprio l’oggetto di discussione. Negli ambienti politici sento spesso parlare, e dire anche pubblicamente, che occorre recuperare i valori della vita: famiglia, senso dello Stato, legalità, lavoro, amicizia, trasparenza, correttezza nei comportamenti, ricchezza economica attraverso lo sviluppo lavorativo, ricchezza spirituale attraverso la coscienza, la moralità e religione.
Mi è sufficiente pensare alle famiglie rovinate dal gioco; mi è sufficiente pensare che un tessuto sociale non si può costruire con il gioco d’azzardo; mi è sufficiente pensare che lo Stato non può educare un popolo al gioco per sanare i debiti pubblici; mi è sufficiente pensare che l’amicizia non ci può essere tra vinti e vincitori sul tavolo verde; mi è sufficiente pensare che il lavoro di una vita può essere bruciato in una o più notti di incoscienti follie; mi è sufficiente pensare che coscienza e morale non albergano sui tavoli verdi e figuriamoci l’aspetto religioso; tutto ciò mi è sufficiente per affermare con certezza di essere nettamente contrario al gioco d’azzardo e quindi all’istituzione di una casa da gioco nella città di San Benedetto.
In piena responsabilità lo sostengo come uomo, come cattolico, come cittadino, come politico.
Soprattutto come politico, considerato che eventualmente trattasi principalmente di scelta politica, in coscienza non posso condannare il gioco d’azzardo e poi contestualmente tacere di fronte agli effetti del gioco e magari dargli anche una mano per favorirne l’istituzione. Soprattutto devo determinare un perfetto equilibrio tra il dire di ieri e di oggi e il fare di domani attraverso coerenti azioni finalizzate ad ostacolare il gioco d’azzardo.
Uno spreco di soldi che può diventare un’ossessione, una dipendenza grave quanto quella da droga e alcool. Una vera malattia. Il dramma è che si tratta di una dipendenza da comportamenti socialmente accettati: chi ha a che fare con le droghe sa fin da subito di muoversi nell’illecito, chi gioca no.
Tutti i fattori negativi collegati al gioco d’azzardo (sperpero del denaro, sofferenze causate a se stessi e ai propri cari, costi sociali) non possono neppure lontanamente essere compensati da un molto presunto sviluppo turistico e da un altrettanto molto presunto arricchimento delle casse comunali. L’Italia è da sempre una “industria” del turismo, grazie al suo clima, alle sue bellezze naturali, al suo patrimonio culturale, artistico e storico e non ha bisogno di diventare il paese di “lucignolo” per attrarre turisti. Gli italiani, popolo di inventori, poeti, naviganti, eroi, non hanno bisogno di essere incentivati al gioco per divertirsi o per passare il tempo. San Benedetto (così come lo Stato italiano) necessita di capacità professionali per rilanciare una città che ha potenzialmente tutto.

E non ci si celi dietro la scusante che ai residenti, forse, verrà proibito frequentare la casa da gioco! Se non va bene per il residente, non va bene neppure per gli altri! L’offerta di gioco d’azzardo, purtroppo, l’Italia ce l’ha già: chi vuole si sposti! Ma, sarebbe meglio abolire anche quelle quattro case da gioco esistenti, visto ciò che le cronache periodicamente riportano su quanto di negativo accade intorno e dentro le stesse.

* Esponente di Alleanza nazionale 

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