OFFIDA – È circostanziata, puntuale e dettagliatissima la lettera aperta scritta a quattro mani dal sindaco di Offida Lucio D’Angelo e dall’assessore al turismo Valerio Lucciarini (che pubblichiamo in Pdf come documento allegato qui a destra), e indirizzata ai vertici nazionali del Touring Club Italia.

L’oggetto del contendere è di enorme importanza: non ci riferiamo tanto alla Bandiera Arancione, il riconoscimento rilasciato dal Touring Club alle località collinari ricche di storia, cultura e qualità ambientale, che è l’oggetto della disputa in questione; quanto al ruolo che hanno gli enti o le associazioni che rilasciano questi “attestati di qualità”: possono determinare ciò che vale la pena visitare, dirigono le politiche pubbliche, vengono troppe volte considerati non delle medaglie che certificano uno stato complessivo di qualità, ma un obiettivo essi stessi (ovvero non si ricevono riconoscimenti perché si è governato bene, ma si governa con la speranza di ricevere riconoscimenti). In parte sembra averlo fatto anche Offida (lo si evince dalla lettera allegata), ma anche Cupra, scottata dalla perdita della Bandiera Blu 2006, sta compiendo lo stesso passo (ovvero creando un Comitato non per migliorare il turismo, ma per ottenere nuovamente l’agognato drappo blu della FEE Italia…).

Se il Comune di Offida accusa il Touring Club di aver rifiutato il conferimento della Bandiera Arancione ad Offida nonostante quattro anni di iniziative volte a soddisfare tutte le richieste del Touring Club, appare ancor più grave, in base a quanto dichiarato da D’Angelo e Lucciarini, che il Touring Club abbia preso questa sua decisione senza neppure visitare l’incantevole cittadina picena (accusa aggravata: «Ci avevano avvertiti in precedenza di una possibile discrezionalità di giudizio in ordine alla collocazione politica delle amministrazioni»). Come dire: non abbiamo tempo da perdere, quattro anni fa siete stati bocciati, oggi sarà lo stesso.

L’accusa è grave, e faremo in modo che i responsabili del Touring Club possano fornire la loro versione poiché, se veramente fosse così, verrebbe a cadere l’aurea di sacralità che il fenomeno della “Bandiera Arancione” ha avuto negli ultimi anni, con decine di incontri tra le municipalità coinvolte.

Ma sarà interessante ascoltare anche l’esperienza vissuta da Ripatransone e Acquaviva, i due comuni della “Riviera delle Palme” che si fregiano della Bandiera del Touring Club, ed eventualmente di altri amministratori ai quali è capitata l’esperienza descritta da D’Angelo e Lucciarini.

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