MONTEPRANDONE – I Carabinieri hanno arrestato un pluripregiudicato di origine campana, che da mesi taglieggiava un imprenditore edile della zona, chiedendogli somme di denaro esose dietro gravi minacce personali. L’imprenditore, prima di denunciare l’uomo ai Carabinieri, ha dovuto versargli quasi 300mila euro nel giro di pochi mesi. «La denuncia da parte dell’imprenditore deve fungere da esempio per i cittadini – ha detto il capitano dei Carabinieri di San Benedetto Vaccarini – i reati non denunciati alimentano circoli viziosi, mentre se si parte da un piccolo indizio e da una denuncia si possono bloccare situazioni anche gravi».
L’uomo arrestato con l’accusa di estorsione non è nuovo a reati del genere, ma nel contesto del piceno rappresenta solo un truffatore individualista e non il componente di una criminalità organizzata. Insieme a D.R. è stata arrestata anche una donna 59enne di origine foggiana, considerata sua complice. Nel territorio di Monteprandone i Carabinieri hanno scoperto alcuni garage nei quali D.R. depositava i frutti delle sue estorsioni: 137.000 euro in contanti, 150.000 euro in titoli bancari, materiale elettronico, generi alimentari, vini pregiati, schede Sim per i telefoni cellulari. L’imprenditore edile pagava il pizzo all’uomo anche mediante la cessione di appartamenti realizzati dalla sua impresa. Nei capannoni sono stati infatti trovati dei contratti di acquisto firmati da un prestanome di D.R. Tutti questi elementi hanno convinto il magistrato a ordinare l’arresto dei due truffatori.
La vittima dell’estorsione ha raccontato di essere stato costretto a pagare rate mensili di 50mila euro e di essere stato sottoposto a minacce gravi e ossessive, pedinamenti e avvertimenti in stile mafioso con l’uso di proiettili.

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