SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pubblichiamo un comunicato del segretario generale FP CGIL riguardante lo sciopero dei lavoratori della sanità privata proclamato dalle organizzazioni sindacali per lunedì 27 novembre.

A distanza di 35 mesi dalla scadenza del Contratto nazionale (scaduto il 31 dicembre 2003) e dopo diverse manifestazioni e uno Sciopero nazionale dell’11 maggio 2006, i lavoratori della sanità privata (oltre 150.000) sono costretti a tornare a scioperare per avere riconosciuto il diritto al contratto di lavoro.
La scelta di chiedere alle Regioni la revoca degli accreditamenti è stato l’atto “estremo” ma necessario che il sindacato ha fatto nel mese di settembre a tutti gli Assessori e alla Conferenza Stato Regioni. La vertenza nei confronti dei datori di lavoro AIOP e ARIS continua e si intensifica anche nei confronti degli Assessori regionali alla sanità che non possono avallare una situazione di illegalità.
Il sindacato è impegnato a tutti i livelli nazionale, regionale e locale a “pretendere” un intervento diretto e risolutivo del problema da chi è responsabile della programmazione sanitaria del paese: il Ministro e gli Assessori regionali alla salute.
Per questa ragione non abbiamo nessuna “titubanza” nei confronti dei livelli istituzionali, che hanno affidato agli erogatori privati non solo la gestione dei servizi, ma finanche la tutela della salute dei cittadini, senza assumere il previsto ruolo di programmazione, verifica e controllo nel rispetto della vigente normativa in materia di accreditamento.
Abbiamo attivato tutte le iniziative per informare i cittadini della violazione dei diritti di migliaia di lavoratori e degli “abusi” dei gestori privati senza il controllo delle istituzioni pubbliche. Nel nostro territorio tutti i lavoratori delle strutture private (Stella Maris e Villa Anna di San Benedetto – San Giuseppe e Santo Stefano di Ascoli) aderiscono allo sciopero di lunedì 27 novembre.
Scusandoci con i cittadini per i disguidi che potranno verificarsi, invitiamo tutti ad essere solidali con i lavoratori della sanità privata, comunicando comunque che tutti i servizi d’urgenza saranno garantiti.

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