SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Realizzare il nuovo scalo di alaggio al porto con i fondi comunitari sarebbe un’infrazione sanzionabile con il pagamento di una penale oltre che con l’obbligo di restituire i fondi europei». Così l’assessore alle Politiche del Mare Settimio Capriotti giustifica e commenta la delibera di Giunta numero 112 del 2 novembre scorso, che ha per oggetto la “rideterminazione degli interventi previsti per le infrastrutture portuali”.
Lo scalo di alaggio serve per trasportare le imbarcazioni nei cantieri navali e pertanto non può rientrare nel quadro dei progetti finanziabili con i fondi comunitari 2000-2006 Obiettivo 2. I fondi citati rappresentano i finanziamenti che l’Unione Europea concede alle Regioni degli stati membri – e che poi sono ridistribuiti agli enti locali minori – per gli interventi sulle attrezzature portuali. «In una prospettiva – spiega Capriotti – che però considera il porto solo nel suo contesto di attività produttiva. La cantieristica quindi deve essere esclusa dal finanziamento».
Dopo un recente controllo in Comune da parte di due ispettori del Ministero delle Infrastrutture, continua l’assessore, gli uffici tecnici e gli amministratori politici hanno compreso che «dirottare i fondi comunitari su attrezzature da diporto sarebbe stata una forzatura». Pare che gli ispettori abbiano anche paventato la possibilità di un futuro sopralluogo di ispettori Ue – nel giro di un massimo di cinque anni – che avrebbero messo in luce l’infrazione, obbligando il Comune a restituire i fondi e a pagare una penale.
«Il progetto esecutivo sugli interventi portuali (approvato ai tempi della giunta Martinelli, ndr) ha escluso lo scalo di alaggio e anche il commissario straordinario Iappelli ritenne opportuno questa esclusione».
Per la realizzazione del nuovo scalo di alaggio la spesa finanziata era di 441.705 euro, con il 15% della copertura a carico del Comune. Per evitare la perdita del contributo il Comune ha sentito “per le vie brevi” gli uffici regionali e ha verificato le esigenze della aree portuali destinate alla pesca. Si è quindi deciso di destinare le risorse ai cosiddetti progetti sponda sulla struttura del mercato ittico all’ingrosso, sulla banchina di riva e sulle infrastrutture stradali.
Questo il quadro dei nuovi interventi progettati: nuovi asfalti per la zona portuale (88.500 euro di spesa), completamento dell’impianto antincendio sulla banchina (70.400 euro, intervento che finalmente renderà la banchina conforme alla legge 626 del 1994 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro), adeguamento dell’impianto antincendio (80.300 euro) e delle pensiline nel Mercato Ittico (38.500 euro).
Quando il quadro degli interventi sarà approvato dai competenti organi regionali ci sarà una riduzione di spesa di 163.966,00 euro rispetto all’ipotesi di realizzazione dello scalo di alaggio.
Sono invece in corso di ultimazione gli altri interventi previsti inizialmente, cioè l’installazione di impianti di raccolta per i rifiuti portuali, l’illuminazione pubblica, la manutenzione stradale, la climatizzazione dei locali del Mercato Ittico e l’acquisto di un macchinario per il lavaggio delle casse, per una spesa totale di 307mila euro, pagata all’85% dai fondi comunitari.

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