Potendo scegliere, tra i rari spazi decenti (tutti poco viennesi, vabbé) delle nostre parti, non avrebbe lo stesso Mozart scelto “Il flauto magico”?

A Bruno Gabrielli non va bene, ma mica è un tecnico. L’aver sentito in giro che il flauto traverso è meglio di quello dritto (lui penserebbe per il suono meno pecoraro), non è una buona ragione per mettersi “di traverso”.

Il Flauto Magico mozartiano poi mette sempre tutti d’accordo: «La tenerezza, il mistero, la profondità, la solennità della favola goëtiana…». Altro che cioccolatini.

Come (nel suo piccolo), il Flauto Magico di Settimio Capriotti & C. è sempre musica alta (gratis), teatro, poesia. Magari per pochi spettatori e nessun Gabrielli.

L’ex assessore, stavolta, vada serenamente ad ascoltarsi «Il Flauto Magico al Flauto Magico», gli suonerebbero pure il Requiem.

E gli farebbe bene anche una eccellente tazza di tè verde.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.079 volte, 1 oggi)