SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La caparbietà e la capacità di un imprenditore turistico nella nostra regione è paragonabile a quella di un pilota di Formula 1 che rischia in ogni gara, ed è normale che per evitare ogni possibile danno l’autofficina guidata da Confindustria debba dimostrare anche la capacità necessarie per saper sviluppare nuovi progetti all’avanguardia per evitare perdite, da parte degli imprenditori, e fare in modo che il settore turistico torni ad essere uno dei motori fondamentali dello sviluppo economico Italiano.

È la principale valutazione che si può trarre dall’incontro organizzato dalla Consulta Turismo di Confindustria Marche nei giorni scorsi all’Hotel Calabresi con lo scopo di fare il punto sul futuro del sistema turistico regionale. Traendo spunto dai risultati ottenuti nelle ultime stagioni, l’iniziativa ha avuto lo scopo di prospettare alle istituzioni pubbliche nuovi progetti e concrete argomentazioni per assicurare sempre maggiore sviluppo all’economia legata al comparto turistico.

Il progetto è stato chiamato “Marche in Italy: insieme per fare un sistema di qualità”, ed è stato l’argomento centrale dell’iniziativa denominata “Imprese dell’ospitalità sui mercati internazionali: disegniamo il futuro”: alla tavola rotonda hanno partecipato il presidente della Consulta Regionale Imprese Turistiche, Ludovico Scortichini, il presidente della Camera di Commercio Ennio Gibellieri e della sezione locale Marco Calvaresi, il sottosegretario agli Affari regionali Pietro Colonnella, il direttore generale della direzione Turismo del ministero delle Attività produttive Piergiorgio Togni, oltre ai presidenti di Federturismo, Astoi, Assotravel e Confindustria Alberghi.

L’iniziativa è servita per fare il punto sul futuro del sistema turistico regionale e ciò che è emerso è la necessità di avviare un immediato risanamento del settore. Dal prospetto mostrato da Ludovico Scortichini, gli imprenditori turistici si muovono senza utilizzare dati statistici che non parlino solo dell’affluenza “in loco”: questo è un rischio nell’elaborazione di piani di investimento che devono anche tener conto della qualità dei servizi.

«Per la prima volta» ha precisato Scortichini «abbiamo effettuato un’ indagine “qualitativa” sul sistema turistico marchigiano per capire che cosa pensa il turista dei nostri servizi. Il 54% del campione intervistato ha dichiarato che non visiterà più le Marche a causa di un cattivo rapporto qualità/ prezzo delle nostre strutture e perché ci sono “poche cose da vedere”. Si è visto che ogni anno la regione perde il 30% dei turisti ma aumentano quelli che si fermano solo per il week- end (94% intervistati)». Non essendo più il regno “della vacanza lunga”, le Marche dovrebbero puntare su tipi di turismo che riguardino gli spostamenti di fine settimana.

Secondo Giannetti, Assotravel: «Lo sviluppo del progetto “Marche in Italy” deve puntare non solo alla sinergia delle associazioni o delle strutture, ma ci deve essere un cambiamento radicale per avere visibilità. Perdiamo competitività a causa delle troppe imposte, del costo del lavoro alto, di una cattiva formazione del personale e di una burocrazia tropo lenta, un ostacolo per chi vuole costruire qualcosa nel territorio».

Marco Calvaresi presidente della sezione locale di Confcommercio e del Consorzio Riviera delle Palme ha voluto fare una piccola valutazione conclusiva: «Alla fine, per un giusto sviluppo settoriale, è necessario far capire agli imprenditori che nessuno può fare da solo, perchè la promozione costa e se si ha voglia di muoversi su mercati esteri non è pensabile farlo “in modo isolato”. Bisogna fare necessariamente “lobby” intorno a Confindustria per mettere insieme, in sinergia, tutti i migliori imprenditori. Fortunatamente a livello locale posso dire che la politica non è distratta e sa dove intervenire: più risorse alla cultura, riqualificazione del lungomare e nuove strutture alberghiere d’avanguardia».

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