SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Secondo il consigliere regionale Guido Castelli, a fronte di una buona ripresa dell’affluenza turistica, registrata dagli incoraggianti dati sulle presenze, «siamo costretti a registrare l’arretratezza delle nostre vie di comunicazione e delle infrastrutture in genere, l’accentuata frammentazione dell’offerta culturale, tipica espressione del vecchio modo di concepire un turismo “mordi e fuggi”, l’assenza di una organica politica di promozione turistica regionale che non ha saputo valorizzare l’enorme patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale, neppure attraverso i nuovi sistemi di comunicazione. Alla Regione manca perfino un logo turistico».
La critica di Castelli riguarda tutto il sistema turistico regionale e fa riferimento a un’indagine pubblicata dal “Sole 24 Ore” che si basa sulle valutazioni rese dai turisti che nell’ultimo anno hanno scelto le Marche come luogo di villeggiatura. I buoni risultati in termini di presenze, secondo Castelli, dovrebbero portare a guardare oltre, per perseguire traguardi migliori negli anni a venire
«Nelle Marche ciò pare molto difficile perché la nostra regione sconta il peccato originale di una programmazione turistica inadeguata e anacronistica».
Se, come viene espresso dalla metà dei turisti citati nell’articolo del Sole 24 Ore, le Marche sono davvero “noiose, provinciali e chiuse”, gli strumenti per superare questa criticità sono la messa in rete della disponibilità alberghiera, del sistema museale, delle feste e degli spettacoli, del sistema dei trasporti e delle strutture sportive e di svago.
«Un’adeguata promozione e un nuovo modo di concepire l’accoglienza», aggiunge Castelli, che non usa mezzi termini definendo la situazione regionale come “poco rosea”.
«A ciò evidentemente va aggiunta la riduzione delle fermate ferroviarie, lo stato di abbandono di alcuni scali e la scarsa qualità dei servizi, perfino quelli sanitari. Servirà un’attenzione particolare e aggiuntiva da parte del Governo regionale e del presidente della giunta Spacca».

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