SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ultimo commosso saluto a Francesco Annibali, il marittimo sambenedettese morto nel tragico naufragio del peschereccio Rita Evelin. Amici, conoscenti e semplici concittadini dello sfortunato pescatore si sono uniti oggi pomeriggio al dolore dei familiari, in occasione dei funerali svoltisi nell’Abbazia di San Benedetto Martire, al Paese Alto.
Il rito funebre, officiato dal Vescovo diocesano Gervasio Gestori, ha avuto inizio alle 16. L’ingresso del feretro in Chiesa è stato accolto dall’applauso della folla. Tra le autorità politiche presenti, il sindaco Giovanni Gaspari e alcuni esponenti della Giunta, il presidente della Provincia Massimo Rossi e il sottosegretario Pietro Connella. Al rito hano preso parte anche alcuni consiglieri dell’opposizione e il sindaco di Martinsicuro Leonilde Maloni. In prima fila anche una delegazione della Capitaneria di Porto, guidata dal Comandante Forner e dal vice Piccioli. Presenti inoltre le principali autorità militari cittadine.
Tra i fiori deposti accanto al feretro, le corone dell’Amministrazione comunale e della Cooperativa di pescatori San Pietro, e i cuscini dei tifosi della Samb, che recitavano “Ciao 28” e “I ragazzi della curva“.
Profondo ma composto il dolore dei familiari durante la Santa Messa. Nel corso dell’omelia il vescovo, dopo aver manifestato la vicinanza affettiva e spirituale della comunità ai parenti della vittima, ha ricordato il marittimo definendolo «pescatore e uomo buono che ha dedicato la propria vita al mare».
Da Mons. Gestori è giunto quindi un accorato monito: «Tragedie come questa non dovranno più accadere in futuro. Il mare non sia più fonte di morte ma motivo di sollievo. Ora è inutile e dannoso lasciar prevalere la rabbia, piuttosto si provveda ad adottare misure di sicurezza più adeguate per rendere realmente sicuro il lavoro in mare dei pescatori».
Al termine del rito funebre, le toccanti parole di Katia e Giovanna, due cugine di Francesco. Alcuni passaggi del loro struggente ricordo: «Eri un ragazzo speciale, sempre pronto ad aiutare gli altri. La tua morte suscita dolore e rabbia, non doveva finire così. Spero che questa rabbia diventi presto speranza, la speranza che fatti come questo non accadano più e sveglino i cuori dei potenti, l’umanità e l’amore per il prossimo». «Non voglio parlare di ricordo, oggi sei più vivo che mai. Dicevi sempre “il lavoro in mare è faticoso, ma è l’unica cosa che so fare. Vorrei dirti una cosa che non sono mai riuscita a dirti: ti voglio bene».

Terminata la Santa Messa, il corteo funebre ha accompagnato il feretro fino al Cimitero di San Benedetto, dove la salma di Francesco Annibali è stata tumulata.

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