SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le previsioni meteomarine indicano che per stanotte è probabile un abbassamento della forza del vento. Si aprirebbe così quella che in gergo si chiama una “finestra” favorevole per il recupero del relitto. Da mezzanotte fino alle ore 18:00 di martedì pomeriggio, dunque, ogni momento di calma marina potrebbe essere quello buono per sollevare il relitto del Rita Evelin dal fondale a 80 metri di profondità.
Dopo i momenti di tensione di ieri pomeriggio Gaspari è sempre più consapevole che la pazienza della marineria è al limite. «Il procuratore di Fermo Baschieri è persona dotata di senso della realtà», ha detto. «Se il relitto non verrà recuperato neanche domani chiederò di dare la priorità al recupero delle due salme individuate fra le cime della coperta».
A onor del vero riteniamo però deveroso precisare che l’ordinanza con cui il 31 ottobre scorso la procura di Fermo ha delegato la Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto a procedere al recupero del Rita Evelin, già a chiare lettere concede al comandante – vi si legge testualmente – «ampia libertà di valutazione in merito alla scelta delle ditte provate specializzate ed ai metodi del recupero». Quindi in base a questo documento la decisione di puntare (finalmente) all’immediato recupero delle salme nel caso spetterebbe al comandante Forner, non più al procuratore Baschieri che lo ha già delegato.
Intanto l’inchiesta sulle cause del naufragio continua nell’ovvio segreto istruttorio. Le reti (apparentemente intatte) recuperate domenica pomeriggio rappresentano materiale utile per la ricostruzione dell’accaduto, così come le numerose riprese video effettuate dai palombari sul fondale.
Per tutto il pomeriggio di domenica fra le banchine del porto si respirava angoscia e rabbia e la situazione sarebbe potuta diventare ancora più incandescente dopo che il peschereccio Giulio Primo ha riportato in terra reti e divergenti del Rita Evelin. Il materiale è stato subito posto sotto sequestro giudiziatio dalla Capitaneria di Porto.
Ieri sera i pescherecci sono usciti in mare nonostante le avvisaglie di sciopero che si registravano in parte della marineria. Poi è prevalso il buon senso, assieme all’idea che rinunciare al proprio lavoro non avrebbe certo contribuito a migliorare le condizioni meteomarine.
«Ringrazio il senso di responsabilità dei pescatori – afferma Gaspari – ma so bene che anche esso ha un limite. Purtroppo a metà novembre è difficile avere un mare a calma piatta».
Questa mattina Giovanni Gaspari, il presidente della Provincia Massimo Rossi e il sottosegretario Pietro Colonnella si sono recati sul punto del naufragio a bordo di una motovedetta della capitaneria di Porto. «Oggi il mare era insidioso anche vicino alla costa – ha spiegato il sindaco, tornato a terra verso le 13:00 – dopo 12 miglia ci hanno addirittura sconsigliato di proseguire, perché sarebbe stato difficoltoso passare dalla motovedetta a bordo del pontone». Ma i tre esponenti politici hanno comunque raggiunto l’AD3. «Ho notato una certa tensione fra l’equipaggio – ha detto il sindaco – di solito quando ci sono onde più alte di un metro loro sono autorizzati a tornare in porto. In questo caso devono restare lì perché c’è l’ordine della Procura di Fermo. Vi posso assicurare che non vedono l’ora di terminare le operazioni e tornare al loro lavoro di routine». Oltre allo staff dei palombari della Rana Diving, a bordo c’è un ufficiale della Capitaneria di Porto e un ingegnere che verificherà le condizioni di sicurezza.
Il sindaco continua: «Ho anche visto il DVD con le immagini registrate venerdì scorso, quando c’erano onde alte quasi due metri». Rispetto ai primi giorni dell’operazione, oggi l’AD3 è predisposto a lavorare anche di notte.
Le staffe per l’imbracamento del relitto sono state sistemate dopo aver scavato tre metri sotto la chiglia e sono state legate a palloni galleggianti. Una volta tirato in superficie il relitto del Rita Evelin, sarà una motobarca dei Vigili del Fuoco a svuotare lo scafo dall’acqua per consentirgli di essere trainato fino al nostro porto.

E domani – martedì 14 novembre – è un altro giorno: il 20°.

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