SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rita Evelin, esplode di nuovo la rabbia dei pescatori e dei parenti dei tre dispersi per i continui rinvii delle operazioni di recupero. Un gruppo composto da 50-60 persone si è ritrovato questa mattina dalle 8.30 davanti alla banchina del porto per protestare contro i ritardi. Come sempre, molto folta la rappresentanza di cittadini tunisi.

«Non c’interessa che il relitto sia riportato in superficie, vogliamo i nostri morti», hanno detto esasperati alcuni manifestanti. Qualcuno ha lanciato anche l’idea di affittare un’imbarcazione e raggiungere il luogo del naufragio.

Intorno alle 11.30 è giunto sul posto anche il sindaco Gaspari che ha avuto un faccia a faccia con i pescatori. «Il mare è praticamente calmo – hanno affermato alcuni marittimi -com’è possibile che il pontone sia ancora fermo? In periodi come questo è raro trovare condizioni del mare così buone, più si va avanti e più si rischia di andare incontro al maltempo. Cosa aspettano ad intervenire?»

«Vi posso garantire che le condizioni del mare – ha risposto il primo cittadino – non sono ancora favorevoli e rendono pericolosa l’operazione di recupero del relitto. Le onde alte un metro rendono impossibile il sollevamento dello scafo, le fasce d’imbracatura rischiano di spezzarsi se la gru che deve riportarlo in superficie non opera in condizioni di stabilità. E’ quanto mi hanno riferito poco fa le autorità portuali».

I pescatori hanno quindi incalzato il primo cittadino sui tempi del recupero dei corpi: «A detta del personale della Capitaneria – ha risposto Gaspari – per domattina intorno alle 12 dovrebbe aprirsi un’onda di 20-30 cm che dovrebbe consentire di riprendere le operazioni».

Gaspari respinge le accuse di possibili speculazioni: «Chi sta effettuando le operazioni di recupero sta svolgendo in pieno il proprio lavoro. Non dobbiamo sentirci presi in giro, io come voi ho a cuore che i familiari possano avere al più presto i corpi dei loro cari»..

Il primo cittadino ha dato appuntamento ai presenti nel primo pomeriggio: «Sarò qui con voi ad aspettare il ritorno del motopesca Giulio Primo. Il comandante dell’imbarcazione, che voi ben conoscete, potrà riferirvi direttamente sulle condizioni del mare».

Alla richiesta di un parente delle vittime d’inviare sul luogo del naufragio una delegazione di due persone per verificare la situazione, Gaspari ha risposto «Valutereremo anche quest’ipotesi. E’ possibile avvicinarsi a circa un miglio e mezzo dal tratto in cui sta lavorando il pontone e rendersi conto delle condizioni del mare. Prima però attendiamo che il Giulio Primo rientri in porto».

Dunque, si annuncia un pomeriggio carico di angosciosa attesa e tensione.

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