GROTTAMMARE – Pronta, e non poteva essere altrimenti, la risposta dei consiglieri di centrodestra ad Elvio Mazzagufo, titolare del Fish, il quale ha comunicato di aver ritirato la querela ne confronti di Roberto Mazzagufo, consigliere comunale dell’Udc, per i fatti avvenuti il 28 febbraio 2005.

«Stendiamo un pietoso velo sul comporamento di Mazzagufo, in quanto rimettere la querela è un atto tardivo e strumentale», scrivono Raffaele Rossi, Maria Grazia Concetti, Mariano Ascani, Daniele Voltattorni e Francesco Palestini. «Il perdono vale più della vittoria» continuano, citando le parole riferite da Mazzagufo nel suo comunicato, «ma con spirito cristiano per essere stati perdonti prima si deve dimostrare sincero pentimento, ed in questo caso ci sembra che l’indulgenza sia funzionale onde evitare di perdere la causa. Semmai è Roberto Marconi che accettando la remissione di querela ha dimostrato un perdono cristiano nei confronti del marito della vice sindaco».

Raffaele Rossi di Alleanza Nazionale, poi, scrive: «Mi permetto di parlare in prima persona perché Mazzagufo, lo stesso giorno del misfatto, prima di “incontrare” Roberto Marconi, al mattino ha chiamato ed incontrato me: non riferisco le testuali parole della telefonata per non prestare il fianco ad eventuali azioni giudiziarie, ma il tono della stessa non era né cortese né gentile né pacato. Non ero presente nel pomeriggio quando è avvenuto il misfatto, ma come tutte le persone che conoscono Roberto ritengo incredibile che possa essere in grado di aggredire qualcuno».

Secondo il centrodestra «la remissione della querela ha il fine ultimo di indurre Marconi a fare altrettanto, non potendo supportare la tesi di Mazzagufo. Ecco perché lo stesso Marconi, indignato dalla proposta indecente, è uscito dalla stanza del Giudice di Pace».

Dopo il bastone, c’è anche la carota: «Esprimiamo solidarietà a Elvio Mazzagufo, che per quanto conosciamo è un uomo dabbene che come tutti noi a volte può sbagliare, e che suo malgrado è diventato vittima di una vicenda politica: ma non vittima di noi consiglieri di minoranza, bensì della maggioranza, che con superficialità gli ha fatto credere che Fish poteva essere tranquillamente un ristorante sul mare. Siamo stati tacciati di essere persecutori, avvoltoi e sciacalli politici, ma alla fine il Fish resta chiuso».

Quindi l’attacco politico: «Se il sindaco, in primis, e la vicesindaco, moglie di Mazzagufo, e alcuni consiglieri di maggioranza avessero cercato la conciliazione appena accaduto il misfatto tra i due, nell’intento di salvaguardare il rapporto umano che deve sempre essere tutelato tra persone civili, tutto ciò non sarebbe accaduto ed i due sarebbero stati nella condizione di stringersi la mano fermo restando la doverosa battaglia politica. Quindi Mazzagufo avrebbe dovuto usare la stampa non per la propria indulgenza ma porgendo pubbliche scuse».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 685 volte, 1 oggi)