SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prendete l’Agro Pontino e immaginatevi che possa essere una sorta di Far West americano. Prendete un appassionato di cultura country, piccolo usuraio (Giacomo Rizzo), e che ha un rapporto di collaborazione lavorativa, oltre che di amicizia, con Fabrizio Bentivoglio, il quale procaccia a Giacomo Rizzo i clienti con problemi di solvibilità. Da qui parte il plot di “L’amico di famiglia“, film di Paolo Sorrentino.
In questa storia si innesta il personaggio femminile, che è Laura Chiatti, che si deve sposare e il padre, che è in difficoltà economiche, chiede a questo piccolo usuraio un prestito per poter svolgere degnamente il matrimonio della figlia. Oltre a questo c’è una storia parallela che riguarda una storia decisamente incestuosa tra Rizzo e la madre, perché nel film c’è anche una madre più anziana di lui, interpretata da Clara Bindi.
La scelta è ambientata tra Latina e Sabaudia; il regista Paolo Sorrentino spiega che «a e piace molto curare l’aspetto visuale dei film e l’architettura fascista si presta molto a rientrare nel rettangolo cinematografico; in più i personaggi sono per lo più decisamente di destra e l’Agro pontino, zona per ragioni storiche tradizionalmente legata alla destra, anche per questo si prestava molto bene. E riguardo la cultura country mi sono documentato ed esiste una minoranza di persone, soprattutto in Veneto, Emilia e Lazio, che fa del country un vero e proprio stile di vita».

Il film è in programma al Cinema Calabresi, nell’ambito degli appuntamenti del Cineforum “Buster Keaton”, alle ore 21:30.

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