WASHINGTON – Sarà l’italo-americana Nancy Pelosi – rieletta nell’ottavo collegio della California con il 77% dei voti – la prima donna nella storia degli Stati Uniti a presiedere la nuova Camera dei Deputati a maggioranza democratica. Non solo, ma dal prossimo gennaio sarà anche la prima donna ad occupare la poltrona solitamente definita “a due battiti di cuore” dalla presidenza degli Usa. Lo speaker, infatti, nella linea di successione al presidente Usa è la seconda carica istituzionale dopo il vicepresidente.

Nancy Pelosi, 66 anni, ha alle spalle una lunga carriera politica che l’ha portata ad esser leader democratico alla Camera e nel Paese.

Nata, cresciuta ed educata a Baltimora, madre di cinque figli, nonna di altrettanti nipoti e con un sesto in arrivo, Nancy ha respirato politica fin piccola nella Little Italy di Baltimora, la città del Maryland che suo padre Tommy D’Alessandroligure di origine – aveva rappresentato alla Camera per cinque mandati e di cui era stato sindaco. Ma oltre al padre Tommy D’Alesandro, era stata anche la mamma Annunciatadi origini napoletane e femminista ante-litteram che aveva abbandonato gli studi di legge per crescere i figli – ad esercitare una profonda influenza sulle scelte di vita della figlia.

Già a 13 anni Nancy distribuiva volantini elettorali. «La nostra vita girava attorno al patriottismo, la fede, la famiglia, il partito democratico», ha detto la nuova madam Speaker che ha un fratello che si chiama Franklin D. Roosevelt D’Alessandro, perché nato nel 1933, proprio nel giorno in cui Roosevelt divenne presidente.

Nancy Pelosi ha cominciato a far politica da adolescente. Un altro fratello, Tommy Terzo, è stato sindaco di Baltimora negli anni Sessanta.

Dunque è una famiglia italo-americana cattolica e unita, quella in cui è cresciuta la donna che d’ora in avanti darà filo da torcere a Bush: «E dire che mio padre era all’antica, pensava che le figlie dovessero stare a casa», ha raccontato Nancy.

Quando con il marito Paul Pelosi e i cinque figli (nati a raffica, uno dietro l’altro in sei anni) la futura Speaker si trasferì in California, «per noi fu come fossimo andati in Australia».

Nancy fu eletta la prima volta nel 1967. Il padre Tommy D’Alessandro morì l’anno dopo, lasciando alla figlia l’eredità del suo metodo di lavoro: «Chiunque possiede il territorio vince». Una lezione di strategia politica che si è rivelata di fondamentale importanza nella vittoria di martedì 7 novembre.

Per quasi vent’anni la Pelosi ha rappresentato alla Camera il bastione liberal di San Francisco. Ha passato questi anni di opposizione ad occuparsi di Aids, di aborto e di diritti umani in Cina. Inizialmente poco interessata a una posizione di leadership, già però nel 2002 fece storia diventando la prima donna leader dell’opposizione.

Ora, con lei a decidere il calendario dei lavori parlamentari, per la politica americana potrebbe essere una rivoluzione. D’altra parte i rivali repubblicani, per spaventare nelle scorse settimane l’elettorato incerto, avevano messo in giro spot che raffigurano Nancy Pelosi in pantaloni di pelle nera e frustino. In realtà la nuova speaker ama i tailleur di Armani (che le acquista il marito miliardario) e le borse di Hermes. E se ideologicamente è una progressista intransigente, Nancy è anche maestra nell’arte della mediazione.

Ora suo nuovo mandato a Washington segna un successo non solo per le donne – salite negli Usa di un importante gradino gradino verso la stanza dei bottoni – ma anche per la comunità italo-americana. Tanto che la Pelosi da martedì può vantare un altro primato: mai prima d’ora un discendente di emigrati italiani era arrivato così vicino alla presidenza degli Stati Uniti. «Siamo tutti orgogliosi di lei», ha commentato Kenneth Ciongoli, il presidente della Niaf, la National Italian American Foundation, e assiene alla Niaf si è congratulato con la nuova speaker anche un’altra prestigiosa associazione di italo-americani: l’Order of Sons of Italy.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 688 volte, 1 oggi)