SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Quando ero giovane credevo alla bellezza esteriore, vedevo la buccia della mela e non il suo interno. Ora vedo anche la mela». Così lo scultore sambenedettese Marcello Sgattoni commenta le sue opere scultoriche degli anni ’70, mai esposte finora, che saranno al centro del percorso artistico “L’Autunno di Eva” (dal nome di una sua opera), che partirà sabato alle 16:00 e durerà fino a domenica.
Un percorso multisensoriale nel quale le opere daranno vita a un’interazione inconsueta con i sensi dei visitatori. Le opere verranno toccate, sentite nella loro consistenza materica. La scoperta dell’arte di Sgattoni avverrà in parallelo alla riscoperta dei propri sensi in libertà, della propria esperienza tattile, gustativa, olfattiva. Il vice presidente regionale dell’Unione Italiana Ciechi Armando Giampieri afferma che nel percorso della Pietraia «si respira la libertà, si entra in contatto con la materia primordiale. Ho sentito gente piangere per la rivelazione del bello sotto le proprie dita. E’ la prova che il messaggio del maestro Sgattoni arriva dove vuole arrivare».
L’arte astratta, concettuale, partecipa della stessa natura della musica, sposa significati ineguagliabili con significanti indefinibili nella loro spaesante indeterminatezza.
«Ora che so fare qualcosa, devo morire», dice Sgattoni citando Michelangelo Buonarroti. Il Museo Pietraia dei Poeti è un’esposizione a cielo aperto, è la sede di una mostra emozionale, è un luogo magico che, secondo l’assessore alla cultura Margherita Sorge, «rende comprensibile l’idea di una vicinanza al soprannaturale».
La Pietraia dei Poeti è anche il luogo nel quale il maestro Sgattoni ha raccolto i frutti della sua attività indipendente, dando l’opportunità a tutti di imparare a conoscerla. «Espongo volentieri le mie creature alle intemperie atmosferiche, perché l’uomo è più importante delle sue statue. I frutti dell’uomo vivono oltre la morte dell’uomo stesso, e questo mi fa impazzire».
“L’Autunno di Eva” sarà un percorso artistico ma anche enogastronomico. Il piacere dell’arte sarà affiancato dai piaceri del gusto. Piatti tipici preparati dall’Istituto Alberghiero e i vini novelli del piceno seguiranno il filo conduttore della riscoperta della terra e dei suoi frutti. «Siamo nati dalla terra, dobbiamo rispettarla, altrimenti si ribellerà» dice il maestro Sgattoni.
Per l’assessore Sorge «il progetto della Pietraia dei Poeti deve diventare un punto di riferimento per le scuole, la sensibilità dei bambini è la più indicata per comprendere l’aggancio dell’arte con il sociale».

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