SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Acquisire tutta l’area dello stadio Ballarin è un obiettivo strategico per il sindaco Giovanni Gaspari. «Vogliamo entrare in possesso di molte aree cittadine che sono di proprietà del demanio statale». Il vecchio stadio e le strade circostanti, l’area dell’ex tirassegno davanti al vecchio camping, il complesso tennistico “Maggioni” e le pinete del centro cittadino, l’area “bambinopoli”, il bocciodromo di via dei Tigli e gli impianti per l’hockey e il pattinaggio. Tutte aree passate recentemente dal demanio marittimo al demanio statale e che Gaspari vuole acquisire al patrimonio comunale. A qualsiasi prezzo? No, cercando di moderare i costi e puntando sul diritto di prelazione che la legge riserva ai Comuni
Martedì, infatti, il sindaco si è recato a Roma per un incontro con Elisabetta Spitz, direttore generale dell’Agenzia del Demanio. La Spitz ha chiarito meglio i riferimenti legislativi della questione, regolata dall’articolo 1 comma 435 della legge Finanziaria per l’anno 2005 (legge 311/2004). La legge dice che un Comune può rivendicare il diritto di prelazione su aree demaniali “sulle quali insistono attrezzature e servizi di uso pubblico”. Una volta acquistata un’area demaniale, il Comune dovrà perciò mantenere la stessa destinazione urbanistica che c’è oggi. Fra i servizi a uso pubblico sono comprese strade, impianti sportivi, aree verdi ma ovviamente non l’edilizia residenziale.
Nella campale giornata romana di martedì Gaspari ha incontrato anche il rappresentante del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Gaetano Fontana e il sottosegretario agli Affari Regionali Pietro Colonnella. Con Fontana Gaspari ha rivendicato la necessità di finanziamenti statali per il completamento della bretella stradale, apprendendo però che il progetto non è mai stato fra le priorità ministeriali né in questa legislatura né nella precedente.
Con Colonnella invece Gaspari ha affrontato questioni amministrative degli enti locali. In sostanza l’articolo 76 della legge Finanziaria in via di approvazione impone alle città da 30.000 a 60.000 abitanti di avere una Giunta comunale di soli sette assessori. Verrebbe così cancellata una norma del Testo Unico degli Enti Locali che permetteva giunte fino a dieci assessori. «E’ una norma ingiusta – afferma Gaspari – a maggior ragione per una città come la nostra, che d’estate ha un alto numero di turisti». San Benedetto ha circa 50.000 abitanti, ma per la sua natura di città turistica rappresenta un bacino di almeno 100.000 abitanti, spiega il sindaco. «A breve – continua Gaspari – ci faremo promotori di un incontro fra i sindaci di città che si trovano nella stessa nostra situazione. Dobbiamo portare avanti le nostre istanze e il nostro diritto di poter programmare una pianificazione del territorio adeguata alle nostre esigenze».

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