SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Convocare un consiglio comunale per discutere e formulare nuovi indirizzi sulla sanità locale da sottoporre all’attenzione della Giunta Regionale. Questa la richiesta formulata dai consiglieri comunali Antonio Felicetti e Pierluigi Tassotti (Lista Martinelli-Pri) al sindaco Gaspari. Pubblichiamo integralmente il testo del documento firmato dai due esponenti della Cdl.

“Premessa a questa nostra richiesta è l’apprezzamento per le parole da lei rivolte al Dott. Petrone in occasione del recente convegno a Villa Picena, con le quali ha affermato che “non eserciterà alcuna pressione per orientare le scelte dei nuovi primari al nostro nosocomio”, invitando nel contempo il neo direttore della Asl “a non ascoltare altri consigli se non quelli dettati da una valutazione seria dei curriculum professionali”.

In ragione di quelle affermazioni, visto che altri comuni (Ascoli in primis) hanno dedicato una sessione consiliare ai problemi del loro ospedale, noi riteniamo che sarebbe doveroso consentire alla nostra comunità di fare altrettanto, anche per scoraggiare tentativi di pressioni che potrebbero insinuarsi per un pericoloso silenzio. Essa potrebbe rappresentare anche un’occasione di stimolo alla maggioranza, rendere più consapevole tutta la componente amministrativa, fornire un contributo alla città per far crescere la partecipazione sui grandi temi della collettività.

Visto che si tratta di salute, talvolta di sopravvivenza nostra e dei nostri successori, che cosa ci può essere di più importante in un paese civile? Si tratta di formulare indirizzi anche nei confronti di nostri rappresentanti in Regione al fine di recuperare anni di lunga emarginazione, talvolta di espropriazione,in un contesto dove si erano registrate crescite e conquiste che avevano portato il nostro Ospedale, alla fine degli anni ’70, tra i primi dell’Italia centrale.

L’Ospedale di vallata è una scelta prefigurata già nel passato da illuminati amministratori sambenedettesi che trovò proprio gli ascolani scettici su questo indirizzo. Ora alla luce di nuove e mutate condizioni sociali, di sempre più sofisticati strumenti di intervento scientifici e logistici, riteniamo che l’argomento possa essere riproposto, ma occorre fare chiarezza, partendo dalle statistiche delle patologie, degli infortuni e degli interventi ai quali occorre far fronte, ai flussi delle popolazioni (il turismo in particolare), soprattutto avendo chiare le disponibilità reali, onde non imboccare la strada di utopie senza ritorno. Soprattutto senza perdere di vista il presente e l’immediato domani”.

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