GROTTAMMARE – Non può e non deve passare inosservata alla pubblica opinione la situazione all’interno dei Democratici di sinistra di Grottammare, dopo i due congressi contemporanei e contrapposti che si sono svolti sabato 4 (tenuto dalla corrente di Fausto Tedeschi, che ha eletto segretario Stefano Troli) e domenica 5 novembre (tenuto dalla corrente di Antonio Bruni che ha eletto segretario Daniele Vilone).

La situazione dei Democratici di Sinistra di Grottammare, a seguito del doppio congresso che si è svolto nei giorni di sabato 4 novembre (corrente di Fausto Tedeschi, eletto segretario Stefano Troli), e di domenica 5 novembre (corrente di Antonio Bruni, eletto segretario Daniele Vilone), non può (e non deve per dovere di chiarezza e comunicazione) passare inosservata.

Così Giovanni Bruni, tesoriere e responsabile dell’anagrafe degli iscritti della sezione Ds di Grottammare e fratello di Antonio, con una nota stampa interviene per rispondere alle dichiarazioni rilasciate da Fausto Tedeschi (assessore comunale ai Lavori Pubblici per i Ds) al nostro quotidiano online, durante la conferenza stampa di martedì 7 novembre.

«Leggo con molto stupore l’eventuale possibilità ventilata dal segretario di federazione Mauro Gionni, a detta di Fausto Tedeschi, di essere espulso dal partito, unitamente ai reggenti Vilone, Zazzetta e Scartozzi, in quanto non avremmo riconosciuto io, in qualità di tesoriere della locale sezione dei DS di Grottammare, il risultato del Congresso cittadino convocato dal commissario Paolo D’Erasmo» inizia Giovanni Bruni.

«Una volta, ai tempi del PCI venivano espulsi proprio quelli che infrangevano le regole più elementari della democrazia» continua il tesoriere diessino, «quali sarebbero le inesattezze e le falsità che avrebbe scritto Antonio Bruni? Perché Tedeschi non le dice apertamente? Forse perché la maggioranza del partito deve passare in minoranza a tutti i costi, anche sopra le decisioni che la Direzione di Federazione aveva preso e che i Garanti Regionali avevano indicato per lo svolgimento del congresso?»

Quindi Bruni interviene sul tema delle tessere (53 tessere sottoscritte prima delle dimissioni dell’ex segretario Angelo Ciabattoni, ma, secondo la corrente Bruni, mai passate per la sezione locale, ndr): «Le tessere, come Tedeschi dice sono state vagliate. Ma da chi? Io sono il responsabile del tesseramento della locale sezione dei DS e non ho mai visto né riscosso le quote delle stesse tessere che lui dice di essere regolari. Certo, le regole bisogna saperle leggere e stravolgerle per il proprio interesse politico non è certo un fatto di correttezza».

E quindi Bruni attacca la Federazione Provinciale Ds: «Questa manovra non è riuscita anche per l’incapacità di chi l’ha gestita. Ora i dirigenti provinciali devono dimostrare il loro valore e saper ammettere gli errori, perché solo ammettendo gli errori si cresce politicamente. Poi se io dovrò uscire dal partito, sarà una mia scelta personale, ma certamente non una ritorsione politica per aver rispettato decisioni del partito stesso e dei garanti regionali».

Infine una precisazione in merito al congresso di domenica scorsa: «I votanti al congresso, indetto dalla sezione dei DS, svoltosi nel pieno e totale rispetto delle regole, sono stati 93 ed hanno votato a scrutinio segreto dando 92 voti al nuovo segretario Daniele Vilone e una scheda bianca. La democrazia è anche questa. Vince chi prende più voti e nel rispetto degli statuti, dei regolamenti e delle regole che il partito si è dato».

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