SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Per il sottoscritto è una grande soddisfazione». Ci mancherebbe. In cinque giornate il “mondo” colorato di rossoblu pare essersi letteralmente capovolto. Deprimente prima, solare oggi. Peppino Pavone, criticato, anche aspramente, dall’intero ambiente rossoblu, almeno fino a qualche settimana fa, adesso si gode il bel momento della sua “creatura”. Una delle squadre più giovani, se non la più giovane, dell’intero panorama professionistico, ha saputo rialzarsi dopo un periodo di grave crisi: leggere un punto in cinque partite. I restanti 11 la Samb li ha racimolati nelle ultime cinque giornate.
Rinascita. Metamorfosi. Svolta. Chiamiamola pure come ci pare. Fatto sta che i rossoblu hanno cominciato a correre. Merito anche e soprattutto di Guido Ugolotti, allenatore scelto dal diesse di Barletta e preferito ad almeno tre pretendenti (Simonelli, Cari e Rumignani); siamo onesti: anche per le loro eccessive richieste. Tecniche ed economiche.
«Conoscevo i pregi di questo allenatore: preparato, serio e meticoloso nel lavoro. La tranquillità con la quale ha ccettato la nostra proposta? Credo che nella vita si ha paura di una cosa solo quando non la si conosce. Ugolotti conosce il suo mestiere e lo fa bene».
Tanto bene che dopo l’esordio con vittoria a Giulianova, ha liquidato la pratica Manfredonia e poi messo paura a Cavese e Teramo, due delle migliori formazione di questo primo scorcio di stagione. «Questo, torno a ripeterlo, è un torneo molto equilibrato. Poi naturalmente la situazione è migliorata perchè i ragazzi si sono convinti delle proprie possibilità. Ma, attenzione: non abbiamo ancora fatto niente, la classifica è molto pericolosa e bisogna prestare grande attenzione».
Rossoblu però in grande crescita, sul piano del gioco e su quello della personalità. «E’ vero – sottoscrive Pavone – Stiamo facendo grandi passi in avanti e, onestamente, ritengo si possa crescere ulteriormente. Dove possiamo arrivare? Non lo so. Saprò rispondere più avanti. Dico però che stiamo ancora “aspettando” alcuni giocatori, mi riferisco ai Fanelli, ai Momentè, ai Tripoli, tanto per fare qualche nome, giovani che ancora giocano come “bloccati”, come se non avessero la padronanza completa del proprio ruolo».
Fino a qualche settimana fa l’argomento del giorno in casa Samb era il mercato. Questione oramai accantonata. Definitivamente, oppure il “tormentone” rinforzi, tornerà d’attualità? «Mi auguro di no, vorrà dire che ricominceremo a perdere. Purtroppo nel calcio va così, non solo a San Benedetto: quando non arrivano i risultati ci si aggrappa al mercato. Se però dessimo retta agli umori della piazza nell’arco di una stagione ci vorrebbero quaranta o cinquanta giocatori. Nel valutare le partite non ci si deve fermare al risultato».
Torniamo al campionato: lunedì c’è la Ternana. Sarà anche una frase fatta, ma i rossoverdi sono avversario da prendere con le molle, a dispetto del momento che stanno attraversando. «Concordo. Dirò di più: occhio a non rilassarsi, in queste ultime settimane abbiamo ricevuto tanti di quei complimenti che il rischio di abbassare la guarda è elevato. Spero che la squadra non cada in questa tentazione. Ogni partita deve darci segnali di crescita, anche perchè, mi ripeto, non abbiamo fatto ancora niente».

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