GROTTAMMARE – «Lettera aperta di Antonio Bruni al vicepresidente della Regione Marche sulla divisione dei Ds di Grottammare: “Siamo colpevoli di aver appoggiato la candidatura di Colonnella. Da Agostini abbiamo avuto solo arroganza, prepotenza, minacce di espulsioni e cornette del telefono chiuse in faccia”. E intanto si elegge anche Daniele Vilone».

Questo il sommario dell’articolo di Pier Paolo Flammini di lunedì 6 novembre dal titolo: «Bruni: “Caro Agostini, la crisi dei Ds è colpa tua”».

E questa la richiesta di rettifica che ci invia Antonio Bruni: «Ho letto la mia lettera aperta a Luciano Agostini pubblicata sul vostro giornale on-line. Vi invito a correggere il sottotitolo nella parte in cui si dice: «Da Agostini abbiamo avuto solo arroganza, prepotenza, minacce di espulsioni e cornette del telefono chiuse in faccia», in quanto quelle mie parole non erano assolutamente riferite a lui, ma ad altri come si evince molto chiaramente dal contesto».

Ciò che dice Bruni è vero: il sommario dell’articolo di Flammini attribuisce ad Agostini comportamenti che in effetti lo stesso Bruni attribuisce solo «all’attuale gruppo dirigente». Ne prendiamo atto.

A nostra scusante però ci corre l’obbligo di precisare che le poche righe consentite da un sommario spesso costringono a sintetizzare un concetto, magari citando solo un leader più noto per indicare un intero gruppo dirigente che a lui fa capo e sul cui comportamento descritto da Bruni lo stesso leader dovrebbe essere perlomeno informato. In sostanza, insomma: se non è zuppa, è pan bagnato.

E ad ulteriore chiarimento dell’involontario “qui pro quo”, riportiamo il brano della lettera di Bruni che egli ci ha chiesto di rettificare.

«Questo è il modo di gestire il partito dall’attuale gruppo dirigente della Federazione che definire fazioso può sembrare un eufemismo».

«Solo provvedimenti, ingiunzioni e decreti contro i Reggenti della sezione di Grottammare. Nessun dialogo né colloquio, malgrado i ripetuti solleciti, cornette del telefono sbattute a chi li invitava al confronto. Grande attenzione e comprensione invece per l’altra parte, malgrado rea di un tesseramento che il Comitato Provinciale dei Garanti ha definito con un termine anche se molto addolcito, “scorretto” (un segretario che si dimette con 53 tessere in tasca, per non dire altro…)».

«Un misto di arroganza e prepotenza, minacce di espulsioni tipiche di chi deve comunque raggiungere a tutti i costi l’obiettivo: liquidare l’attuale gruppo dirigente della sezione di Grottammare la cui colpa è quella di non “ubbidire agli ordini” e forse per aver sostenuto troppo la candidatura di Pietro Colonnella».

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