SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I tempi tecnici per il recupero dei corpi di Annibali, Gasmi e Luchetti sembrano purtroppo abbastanza lunghi. Rodolfo Giovannini, ex comandante della Capitaneria di Porto di Civitanova e uomo di raccordo fra Marina militare e Protezione civile, sta verificando la disponibilità di un carroponte di proprietà di una società olandese, che attualmente si trova nell’alto Adriatico. Se la piattaforma e la camera iperbarica per i palombari sono già attrezzate, l’intervento sul relitto potrebbe essere anticipato di qualche giorno rispetto ai dieci giorni previsti per il pontone della società Saipem che sta operando a 40 miglia da Ancona in acque croate.
L’ipotesi del pontone olandese verrà discussa nel corso della riunione del comitato di crisi istituito dal Comune, che si sta riunendo nel corso di queste ore (lunedì pomeriggio, ndr). Come ha ribadito più volte il sindaco Gaspari, non ci sarebbero problemi per la copertura economica dell’intervento perché la Regione ha offerto la sua garanzia.
Il comitato di crisi servirà per evitare la diffusione di informazioni confuse e incomplete in merito alle operazioni di recupero dei dispersi. E’ composto dai capigruppo dei partiti in consiglio comunale, dai rappresentanti della comunità tunisina e della marineria sambenedettese (rappresentata dai responsabili della Cooperativa Pescatori Sambenedettesi e della Cooperativa Pescatori Progresso), oltre che dal sindaco Gaspari o, in sua vece, dall’ assessore alle Politiche del mare Settimio Capriotti. Nel comitato di crisi c’è anche il presidente della consulta degli stranieri presso il Comune, Zouhair Ben Hamed.

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