SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non si placa la rabbia dei pescatori per i ritardi nel recupero dei tre marittimi dispersi. Dopo aver proclamato per oggi uno sciopero dell’attività di pesca in segno di protesta, i marittimi hanno presidiato per l’intera mattinata l’ingresso della Capitaneria di Porto. Folta la rappresentanza di cittadini tunisini.
Il numero dei manifestanti è cresciuto con il passare delle ore, in attesa di novità sugli interventi richiesti per il ritrovamento dei tre naufraghi. Quando il presidente della Federpesca regionale, Tonino Giardini, ha riferito ai pescatori dei tempi lunghi necessari per l’arrivo del pontone, tra i sette e i dieci giorni, la rabbia si è trasformata in indignazione: «Possibile che sia necessario tutto questo tempo?» hanno protestato. «L’arrivo del pontone poteva essere sollecitato molto prima. Si sono persi inutilmente cinque giorni».
Perplessi per le ultime notizie anche i familiari dei tre dispersi, che in mattinata hanno incontrato le autorità portuali per conoscere lo stato attuale delle ricerche e chiedere un’accelerazione degli interventi per il recupero dei loro cari.

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