SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ruvidi, boriosi, finanche presuntuosi. Quello che vi pare. Ma gli ultras della Cavese sono sempre un bel vedere. Non erano tantissimi domenica pomeriggio al Riviera delle Palme, per una sfida che tornava a distanza di oltre vent’anni, diciamo 400, ma i sostenitori metelliani hanno fatto la loro parte con bandieroni, fumogeni e – sono sempre campani – petardi a non finire, qualcuno anche di notevole entità.
Si sono sentiti poco? Dalla Nord di sicuro. Insistono all’infinito – della serie: come “tenerli” anche 10 minuti filati – con gli stessi cori, tanto da dare l’impressione, dopo un po’, quasi di sussurrarli. Ma cantano dal’inizio alla fine, intervallo e recuperi compresi. In più, la chicca: quello striscione lunghissimo dentro il quale c’è tutto lo spirito metelliano, che recita Dal 1919…di padre in figlio ultras. Stilosi, ma essenziali. Uno spirito forgiato da anni sofferti, di stagioni vissute in categorie dilettantistiche, di una C1 che mancava da qualche decennio. Alla fine poi il “siparietto” – con tutta la squadra in ginocchio sotto il settore ospiti – che ha fatto arribbiare il pubblico del Riviera.
CURVA NORD SULLA VIA DELLA “GUARIGIONE” Un figurone l’ha fatto anche la Cioffi, che, le è bastato rimettere l’impianto di amplificazione “centralizzato”, è tornata compatta e graffiante. Diciamocela tutta: gli ultras rossoblu sanno fare di meglio, ma rispetto a quanto avevamo visto di recente… Più colore, più cori, ma soprattutto maggiore coesione. Vogliamo sperare che quello compiuto ieri sia un fondamentale passo verso una rinnovata unità d’intenti. Intanto ci godiamo l’entusiasmo del Riviera che, al cospetto di una rivale degli anni Ottanta, ha sfoggiato una grinta, chiamiamola così, d’altri tempi.
Nota di merito per la Cioffi anche per i tanti messaggi su carta dedicati ai tre dispersi del motopesca “Rita Evelin”. Qualcuno infine, è stato srotolato all’indirizzo dell’ormai celebre episodio del Cinema della Pame. Era, come abbiamo ricordato in settimana, il 10 aprile dell’82.
RIVALITA’ SI, MA RISPETTO Tanti i momenti di tensione, sugli spalti e sul campo, nel corso dei 90 minuti di Samb-Cavese, con le due fazioni che si sono prese di mira a più riprese – tra distinti e curva Sud per esempio, prima del via, c’è stato uno scambio poco amichevole di fumogeni; al termine della gara infine si è registrata una sassaiola dei tifosi rossoblu ai danni delle forze dell’ordine, posizionate davanti al settore ospiti, dalla parte di Viale dello Sport.
Da ultimo sottolineiamo gli striscioni dedicati a Cioffi e Catello Mari. Come dire: la solidarietà oltre la rivalità.
Cliccando sulle icone in alto a destra è possibile vedere alcune “pillole” di tifo (in Quick Time) tratte dall’incontro Samb-Cavese.

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