ASCOLI PICENO – «Basta con lo sfruttamento dei lavoratori alla Start. Basta con l’utilizzo dissennato e illegittimo di gruppi interi di persone presenti nelle liste di mobilità, impiegate come autisti in turni di 10 ore con contratti che invece sono part-time, e che dopo 11 mesi, quando si è maturata l’esperienza e le capacità necessarie vengono buttate via senza scrupoli, per riassumerne altre sempre attingendo dalle stesse liste. Basta con questi comportamenti che vengono attuati solo per scopi finanziari e contribuitivi, senza avere cura ne delle esigenze primarie e della dignità delle persone, già espulse da altre attività aziendali, ne del cittadino-utente, che ha diritto alla sicurezza, alla qualità e all’efficienza del servizio».

L’accusa molto forte nei confronti dei vertici dell’azienda pubblica territoriale dei tasporti, di cui sono azionisti principali la Provincia, il Comune di Ascoli e quello di San Benedetto, è mossa dai sindacati di base Sincobas, Sult-Trasporti e CNL. Una situazione difficile per i precari-assunti a tempo parziale – che però devono stare a disposizione 10 ore, ma lavorano solo in alcune fascie del giorno, in violazione del contratto nazionale di categoria – e che riguarda soprattutto l’area di San Benedetto del Tronto, con casi in cui l’incompetenza del personale neo-assunto si è palesata in maniera chiara, con i potenziali rischi per i passeggeri, conseguenti.
«L’azienda chiede da un lato di tenere in ordine la divisa, e la cravatta a posto… e simili – dichiara Daniela Ceccarelli, responsabile del settore Trasporti per il Sincobas provinciale – e poi dall’altro sfrutta i malcapitati- mobilitati, che spesso hanno solo i requisiti minimi (patente per il mezzo) ma scarsa esperienza di lavoro, fino a quando ci sono gli sgravi contributivi statali: e poi li licenzia. Dal 2004 ad oggi, da quando cioè si è svolto l’ultimo e limitatissimo concorso, due interi gruppi di lavoratori, 20 persone, hanno subito questo trattamento, questo turn-over indegno, con la sola eccezione di 3 di essi, che per motivi oscuri sono stati confermati. E’ ora di chiudere questa politica dell’usa e getta in un azienda a capitale pubblico e che fa servizio pubblico, come la START – denuncia ancora Ceccarelli – e che per sovramercato viene attuata quando contemporaneamente il suo presidente in carica è accusato di conflitto d’interessi per la sua attività precedente alla nomina.
Come si fa a non intervenire in maniera seria sulla vicenda?».

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