SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Nella prima mattinata di lunedì mi diranno se nell’Adriatico ci sono palombari pronti per scendere a 80 metri di profondità e potremo sapere quando avranno inizio le operazioni». Sono le 22:00 di domenica sera quando Giovanni Gaspari arriva sulla banchina “Malfizia” del porto peschereccio. Attorno a lui decine di marinai, quasi tutti tunisini, e i familiari di Francesco Annibali, Ounis Gasmi e Luigi Luchetti.
«I soldi per le operazioni di recupero ci sono – assicura Gaspari – la Regione Marche li ha già messi a disposizione». A breve termine non verrà chiamato il carroponte per recuperare il relitto del Rita Evelin, anche perché il costoso impianto che si trova al largo di Ancona ha un braccio capace di sostenere 200 tonnellate. Il Rita Evelin ne pesa 103, ma l’acqua che ha imbarcato potrebbe averne raddoppiato il peso.
«Rivogliamo i corpi dei nostri familiari e dei nostri colleghi, per ora non ci interessa il relitto» è la voce unanime che si leva dal porto. Di fronte a questa esasperazione, Gaspari assicura di stare tentando tutte le soluzioni possibili. «Sono in contatto con Rodolfo Giovannini, che è l’uomo di raccordo a livello nazionale fra le Capitanerie di Porto, la Protezione Civile e la Marina Militare». Lunedì mattina Giovannini dovrebbe sapere una volta per tutte che possibilità ci sono per un intervento rapido sul relitto del Rita Evelin.
Si fa il nome della nave Ilma, che lavora a 40 miglia da Ancona per la manutenzione dei gasdotti subacquei e che avrebbe palombari equipaggiati ad andare fino a 120 metri. Il dubbio è: questi palombari sono attualmente pronti, stanno già lavorando in camera iperbarica, potrebbero intervenire in tempi brevi? Oppure non sono subito operativi perché sono in fase di preparazione? In questo caso occorreranno 12 giorni di attesa per preparare i palombari nella camera iperbarica. Solo così possono raggiungere il relitto, entrarci e verificare se ci sono i corpi.
L’intervento della Marina Militare di stanza a La Spezia è un’altra possibilità, ma qui i tempi si potrebbero allungare.
Intanto per martedì le previsioni meteorologiche non offrono dati confortanti. Finirebbe la bonaccia e le operazioni potrebbero diventare ancora più difficili. C’è un’altra possibilità da mettere in conto. I corpi dei dispersi potrebbero trovarsi fuori dal relitto, incagliati sul fondale, e riemergere fra qualche giorno. Gaspari ha confermato che tutte le Capitanerie di Porto adriatiche fino al Salento si trovano in stato di allerta.

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