SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I familiari dei tre dispersi nel naufragio del Rita Evelin sono disperati, al dolore per la morte sempre più probabile dei loro cari si aggiunge anche la rabbia per l‘inerzia delle autorità nel recupero dei corpi. Se, come pare probabile, i tre marinai sono rimasti intrappolati dentro il peschereccio durante il maledetto naufragio, solo dei palombari specificamente equipaggiati possono recarsi sul fondale a 80 metri di profondità sul quale giace il relitto.
«Cosa stanno facendo i vigili del fuoco e la guardia costiera? Se si fosse trattato di persone importanti sul fondo del mare, ora si sarebbe mosso il Governo?». La rabbia dei familiari è tanta, quando alle 18:00 di oggi pomeriggio il sindaco Gaspari e il presidente del consiglio Giulietta Capriotti si recano in visita a casa di Francesco Annibali, in via della Pace.
Gaspari assicura il massimo impegno nel sollecitare le autorità competenti e nel cercare di velocizzare il più possibile le operazioni di recupero dei corpi. Il primo cittadino cercherà la collaborazione dei vertici della Regione Marche. «Per quanto è in mio potere, sono a vostra completa disposizione per aiutarvi e sollecitare il recupero dei corpi in tempi brevi».
Con la madre di Annibali ci sono anche i parenti più stretti, i fratelli del capitano Nicola Guidi, un parente del motorista Luigi Luchetti, il figlio di Ounis Gasmi e i vicini di casa. Prima dell’arrivo del sindaco, il figlio diciottenne di Gasmi si reca sulla banchina del molo nord, perché era arrivata voce della presenza di un carro funebre. Si trattava probabilmente di una precauzione nel caso fosse stato ritrovato qualcuno dei dispersi.
Una volta constatato che il carro funebre si era allontanato dal porto e che non era stato ritrovato nessuno, il figlio di Ounis Gasmi torna a casa di Annibali insieme a due amici tunisini, pescatori anch’essi. Il sindaco Gaspari si trova nel cortile del condominio e cerca di rassicurare i tre, che con comprensibile esasperazione affermano: «Siamo in Italia, in Europa, ci sono tre persone sotto al mare e non si riescono a trovare i palombari per andarci. Come è possibile?»
La situazione del diciottenne tunisino è particolarmente drammatica. Ultimo di quattro figli, si trova in Italia da pochi mesi; viveva con il padre a San Benedetto, in attesa di trasferirsi in una nuova casa a Offida. Non parla ancora bene l’italiano, ha un lavoro precario e poco redditizio e sua madre insieme ai suoi fratelli si trova in Tunisia.

Nella prima serata il sindaco Giovanni Gaspari si è poi recato, assieme al sindaco di Martinsicuro Leonilde Maloni (quest’ultima era accorsa al porto già nella mattinata di giovedì), a visitare i familiari del marittimo martinsicurese Luigi Lucchetti.

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