SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Fortunatamente per la nostra città i tagli agli enti locali previsti da questa bozza di Finanziaria incideranno per l’80% sul bilancio dei grandi Comuni italiani». Così si esprime il consigliere comunale Udc Giuseppe Nico, rimarcando però che per San Benedetto i problemi potrebbero essere altri: «Preoccupa la modifica dei criteri del patto di stabilità, che introduce il meccanismo dei saldi medi fra entrate e uscite al posto dei vecchi tetti di spesa». Nico ritiene che per migliorare il proprio saldo medio non è praticabile la via della riduzione della spesa, «perché le nostre uscite sono rigide, non possono essere tagliate perché riguardano il personale, il sociale e l’ambiente». Giocoforza il Comune si vedrebbe costretto ad aumentare le imposte come l’addizionale Irpef e l’Ici, introducendo anche la tassa di scopo.

A questa interpretazione fa eco quella di Paolo Turano, segretario provinciale dell’Udc, che critica il presidente della Provincia Massimo Rossi per il suo recente intervento sulla Finanziaria: «L’aumento dell’addizionale IRPEF è proporzionale anziché essere progressivo e quindi colpisce tutti i redditi nella stessa percentuale». Particolarmente iniquo, secondo Turano, è il fatto che «l’aumento dell’IRPEF colpisce in particolare le famiglie con figli a carico, infatti con un reddito lordo di 30.000 euro un single beneficia di uno sgravio pari a 83 euro mentre un lavoratore con moglie e un figlio a carico subisce un’aumento dell’aliquota IRPEF pari a 171 euro». Questa ridistribuzione del gettito Irpef, prosegue, favorirebbe paradossalmente anche gli evasori fiscali.

Massimo Rossi, pur criticando alcune misure prese per gli enti locali, aveva comunque smentito le critiche del centrodestra alla Finanziaria (clicca qui), affermando che «il meccanismo dei saldi è molto più gestibile di quello dei tetti di spesa che impediva alle amministrazioni di investire pur disponendo delle risorse».

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