SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pietro D’Angelo, presidente del comitato di gestione della Riserva naturale della Sentina, fuga dubbi e perplessità e assicura: «Nessun rischio per i 345.000 euro di fondi regionali stanziati per l’istituzione dell’oasi. Entro il 20 novembre sarà pronto il piano degli investimenti». E offre dei consigli a questa amministrazione in merito all’emergenza delle polveri sottili. «Circonvallazione, comodità e competitività del trasporto pubblico, parcheggi scambiatori con bus navetta e affitto di biciclette. E una barriera di vegetazione parallela all’A14 per assorbire lo smog che proviene dall’autostrada».


Qualcuno paventa la perdita dei fondi regionali e, quindi, la “morte” prematura della Riserva naturale della Sentina.
«Non c’è nulla da temere. Ci sono stati degli incontri in Regione e ho ricevuto ampie rassicurazioni. Dopo la nomina del Direttivo della Riserva, conto di avere il piano degli investimenti entro il 20 novembre. Quello che in un mese e mezzo è stato fatto per la Riserva non era stato fatto in molti anni».

Quali saranno i primi interventi per connotare la Sentina come una vera oasi naturale?
«La cartellonistica e la tabellazione dei sentieri, in primis. Poi faremo una bonifica del litorale, eliminando pezzi di ferro e cemento, bonificando i due canali fognari dimessi che vanno a est».

Chi eseguirà la bonifica?
«Dobbiamo vedere i preventivi di spesa, poi decideremo a chi affidare l’intervento».

Cosa farete per il fosso collettore dietro al campo comunale “Ciarrocchi”?
«Stiamo studiando una rinaturalizzazione del canale per togliere il cemento e renderlo compatibile con la Riserva. Farò fare uno studio di fattibilità».

Come affronterete il problema della forte erosione costiera? Visto che le scogliere potrebbero alterare l’habitat biologico, in contrasto con i vincoli del Parco marino del piceno, farete un’operazione di ripascimento?
«C’è da discuterne con il Comune perché occorrerà condividere la spesa, che si annuncia alta. Potremmo anche ricorrere ai fondi regionali. Per il ripascimento con la sabbia servirà uno studio di compatibilità ambientale, considerando anche che il molo di Martinsicuro accentua l’erosione. Dovremo essere sicuri fino in fondo quando sceglieremo l’intervento da fare».

Come sono i rapporti con il Comune di Ascoli, proprietario dei terreni?
«Spero che Ascoli non rinnovi il contratto a chi si rende protagonista di abusi edilizi e ambientali. Cerco una sinergia con loro per poter avviare il ripristino della zona umida e per chiedere la concessione di un affitto simbolico alla Riserva per la fascia più vicina alla costa».

I casolari più antichi sono già sotto tutela architettonica, ma quale sarà il loro futuro?
«Grazie ai fondi regionali ed europei potremmo recuperarli per la sede definitiva del comitato di gestione, che per statuto deve trovarsi dentro l’oasi. Penso anche a un museo, insomma a qualcosa che incoraggi forme di turismo alternativo e ovviamente responsabile».

Vista la sua esperienza decennale con i Verdi, una domanda è d’obbligo. Cosa fare per eliminare il problema dell’inquinamento da polveri sottili?
«Premetto che io non faccio parte di questa amministrazione comunale, quindi non ho voce in capitolo per combattere l’inquinamento e tantomeno per la disinfestazione delle zanzare, come qualcuno invece vorrebbe».

Va bene, allora parliamo piuttosto dei consigli che darebbe al Comune…
«Interventi strutturali, le chiusure del traffico sono solo palliativi. Per primo, penserei seriamente a una circonvallazione cittadina. Poi predisporrei una barriera di piante e alberi parallela all’A14, da cui provengono molte Pm10. Le assorbirebbero e abbasserebbero l’impatto ambientale dell’autostrada. Poi metterei in competizione il trasporto pubblico con quello privato».

Più autobus, biglietto gratuito, parcheggi scambiatori?
«Un momento. Il trasporto pubblico sarà più conveniente solo se sarà più comodo e veloce dell’auto privata. Facciamo come Parma. Parcheggi scambiatori fuori dal centro città, per esempio vicino allo stadio per intercettare il traffico dalla sopraelevata. Da lì, poi, un sistema di bus navetta con percorsi privilegiati e un unico biglietto valido anche per l’affitto delle biciclette. Autobus a chiamata sul lungomare, possibilmente elettrici, e corse ogni dieci minuti, non ogni ora».

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